<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879</id><updated>2011-12-20T06:47:38.939-08:00</updated><category term='recensione'/><category term='M'/><category term='2009'/><category term='2011'/><category term='2004'/><category term='2006'/><category term='2010'/><category term='pulp'/><category term='2007'/><category term='2003'/><category term='2008'/><category term='2005'/><category term='intervista'/><title type='text'>dalla scrivania di R. A.</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>70</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-2387469625639148528</id><published>2011-12-20T02:18:00.000-08:00</published><updated>2011-12-20T02:20:21.197-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2011'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A. M. Homes&lt;br /&gt;Musica per un incendio&lt;br /&gt;Traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini&lt;br /&gt;Feltrinelli&lt;br /&gt;Pagine 384, € 19&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paul ed Elaine sono una coppia di quarantenni come tanti, che vivono in un sobborgo di New York con i due figli. Sono comparsi per la prima volta in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Adulti da soli&lt;/span&gt;, primo racconto della celebre raccolta della Homes &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La sicurezza degli oggetti&lt;/span&gt;. Mediocri, annoiati, immaturi, sopravvivono cercando l’eccitazione di “cose nuove”, che sia fumare crack o comprare casa. E proprio la casa è al centro di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Musica per un incendio&lt;/span&gt;, che vede i due coniugi spruzzare combustibile su un muro e dare un calcio al barbecue per andarlo a incendiare. Un atto impulsivo e disperato per cambiare qualcosa, in qualche modo, che avvierà una serie di eventi mettendo Elaine e Paul a confronto con le persone che popolano il loro mondo suburbano. Mentre lei si lascia sedurre (e usare) dall’amica che li ospita e da un poliziotto, lui è alle prese con due amanti e con un compagno di pendolarismo che gli passa droghe di non ben precisata natura.&lt;br /&gt;Cambiare, ma come? I due protagonisti, mentre cercano di smettere di odiarsi, progettano di installare portefinestre e un nuovissimo patio approfittando dei soldi dell’assicurazione. Elaine sogna di essere una casalinga migliore, Paul di svolgere meglio il proprio, moralmente ambiguo, lavoro. Si tratta in tutti i casi di ritocchi, passate di vernice su una superficie irrimediabilmente crepata. E non a caso il grottesco delle loro vicende lascerà spazio alla tragedia pura quando gli adulti, troppo assorbiti dai loro complessi esistenziali e sessuali, non coglieranno i segni premonitori lanciati dai figli.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Musica per un incendio&lt;/span&gt; sarebbe solo una collezione di situazioni già esplorate da letteratura e cinema, se la Homes non fosse una bravissima narratrice: il suo sguardo è acidamente ironico ma anche attento alle minuzie del vivere umano, e il suo orecchio per il dialogo è finissimo. Il risultato è una storia che il lettore può trovare appassionante, o ripugnante, o entrambe le cose. Per poi chiedersi che cosa rifletta la sua personale reazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-2387469625639148528?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/2387469625639148528/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=2387469625639148528' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2387469625639148528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2387469625639148528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2011/12/blog-post.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-6938922084390817668</id><published>2011-10-14T03:46:00.000-07:00</published><updated>2011-10-14T03:47:05.067-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2011'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Austin Wright&lt;br /&gt;Tony &amp;amp; Susan&lt;br /&gt;Traduzione di Laura Noulian&lt;br /&gt;Adelphi&lt;br /&gt;Pagine 408, € 19,50&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Susan è moglie in seconde nozze di un medico di successo; mentre il marito è via per lavoro, riceve un manoscritto dal suo ex, Edward, che non sente da vent’anni e che ha sempre sofferto del suo fallimento come scrittore. Il romanzo che manda in lettura a Susan tuttavia si rivela molto più che valido: è una storia agghiacciante, realistica, complessa che avviluppa la donna nella sue serate solitarie. La storia di Tony, stimato professore in viaggio in auto con la famiglia, attaccato da un trio di sbandati che gli rapiscono e uccidono moglie e figlia, e poi le indagini, l’ossessione, i ricordi oscillanti, lo sbandamento mentale dell’uomo, che non trova più sicurezza dietro alle maschere sociali. Pur decisa a valutare con distacco l’opera, Susan si lascia coinvolgere completamente, iniziando a ripensare a se stessa e alla sua vita in rapporto alle vicissitudini di Tony. Cosa ha spinto Edward a scrivere un simile romanzo? Perché proprio lei come prima lettrice? Il libro getterà una nuova luce su Edward? E che significato deve avere per Susan?&lt;br /&gt;Apparso per la prima volta negli anni Novanta senza particolare risonanza, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tony &amp;amp; Susan&lt;/span&gt;, dello scomparso Austin Wright, è stato ripubblicato nel Regno Unito dalla Atlantic, che lo ha lanciato come un grande romanzo americano da riscoprire. E in effetti: a differenza di tanti libri-sui-libri carini e innocui (quelli in cui romanzi perduti celano segreti) o eccessivamente astratti e teorici, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tony &amp;amp; Susan&lt;/span&gt; mostra la scrittura – e la lettura stessa – come atti viscerali, che trasformano le persone in modi imprevedibili. Mentre Tony scivola impotente in una spirale di brutalità, la sua identità sembra vacillare e mutare con gli eventi, come quella della stessa Susan. Tra i tanti spunti di questo romanzo, disturbante e coinvolgente fino all’ultima pagina, c’è l’impossibilità di capire fino in fondo gli autori: esiste solo il dialogo imperfetto tra noi e il libro, i suoi misteri e interrogativi, le nostre arbitrarie e monche deduzioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-6938922084390817668?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/6938922084390817668/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=6938922084390817668' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6938922084390817668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6938922084390817668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2011/10/austin-wright-tony-susan-traduzione-di.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-305751425471277046</id><published>2011-08-12T12:09:00.000-07:00</published><updated>2011-08-12T12:10:26.355-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2011'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Robert Macfarlane&lt;br /&gt;Luoghi selvaggi - In viaggio a piedi tra isole, vette, brughiere e foreste&lt;br /&gt;Traduzione di Duccio Sacchi&lt;br /&gt;Einaudi&lt;br /&gt;Pagine 322, € 21&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Era un luogo perfetto per un sognare profondo.” Così Macfarlane descrive Skellig Michael, isola sulla costa occidentale dell’Irlanda e sede di uno dei più affascinanti e inaccessibili monasteri, che colpì anche l’immaginazione di George Bernard Shaw. È presto chiaro al lettore che cosa davvero interessa all’autore nei suoi viaggi tra i luoghi selvaggi del titolo, sparsi tra Inghilterra, Scozia e Irlanda: scoprire – e fare esperienza di – posti in cui l’animo umano possa trovare una corrispondenza inedita, dove la mente venga indotta a pensare e immaginare in modi nuovi.&lt;br /&gt;Non si tratta di una guida turistica sui generis, dunque, ma di una serie di “mappe narrative” che descrivono i luoghi come vengono percepiti da chi li percorre. Le foreste, paludi, valli eccetera che Macfarlane attraversa non sono solo posti banalmente descrivibili come incontaminati e inusuali, ma anche nuovi paesaggi mentali. Nella sua visione la natura è più grande, antica e potente dell’essere umano, è indifferente alla sua sorte, ma l’uomo rimane tuttavia il suo interlocutore privilegiato e da essa trae sentimento, ispirazione, interrogativi, inquietudine ma anche senso di pace. L’autore si rifà a vari artisti, scrittori, studiosi che attraverso i secoli si sono interrogati su questo rapporto tra noi e la natura, che hanno descritto, per quanto possibile, le esperienze rivelatrici e profondamente individuali che nascono da questa corrispondenza con un luogo. Macfarlane alla fine va oltre, trovando sprazzi di selvaticità anche negli scenari urbani, nelle città e nei cortili. Perché dalla selvaticità, in quanto specie umana, veniamo e in essa, un giorno lontano, torneremo.&lt;br /&gt;Scritto con uno stile vivido e a tratti lirico, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Luoghi selvaggi&lt;/span&gt; è il libro ideale per gli spiriti contemplativi, per le persone considerate un po’ folli, visionarie, fuori moda, in realtà alla ricerca di un significato che vada al di là del contingente parlandoci di un mistero senza tempo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-305751425471277046?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/305751425471277046/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=305751425471277046' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/305751425471277046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/305751425471277046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2011/08/robert-macfarlane-luoghi-selvaggi-in.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-2959196615713512308</id><published>2011-04-18T05:51:00.000-07:00</published><updated>2011-04-18T05:52:15.928-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2011'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Angelica Garnett&lt;br /&gt;Ingannata con dolcezza - Un’infanzia a Bloomsbury&lt;br /&gt;Traduzione di Nicoletta Della Casa&lt;br /&gt;La Tartaruga&lt;br /&gt;Pagine 191, € 17,50&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’adolescente sente insinuare da un’amica che il suo vero padre non sia l’uomo di cui porta il cognome, si indigna, ma sotto sotto ha sempre sospettato come stanno realmente le cose. Pochi anni dopo, la seduce e prende in sposa l’ex amante del padre naturale, in un tentativo di rivalsa (anche) sulla madre, che lo aveva respinto. Non stupisce che, con un passato così ingombrante e ambiguo, una donna decida in età matura di scrivere un’autobiografia-confessione, a maggior ragione se si tratta di Angelica Garnett, figlia di Vanessa Bell e nipote di Virginia Woolf, cresciuta nel mitico circolo intellettuale di Bloomsbury, tra Londra e la tenuta di campagna di Charleston.&lt;br /&gt;Come in tutti i gruppi che si professano moralmente e culturalmente liberi, anche dietro alla facciata di anticonformismo di Bloomsbury si celano regole non scritte che, insieme al peso delle aspettative di troppe menti geniali, fanno dell’autrice una giovane insicura, che faticherà a trovare la propria strada. Il libro segue un filo logico tutto suo, più che una consequenzialità cronologica, ed è perfettamente riassunto già dal titolo: Angelica vive nella sua infanzia una specie di sogno, improntato alla ricerca del bello e pervaso da ombre e segreti su cui riuscirà a gettare luce solo in età adulta. Ritrae i protagonisti di quella insolita scena con schiettezza ma anche grande affetto, attenta che il suo punto di vista non monopolizzi il racconto trasformandoli in macchiette o meri schemi da manuale di psicoanalisi. In particolare Vanessa, il cuore pulsante di Charleston, dal rapporto conflittuale con la sorella, e David “Bunny” Garnett, che plasma Angelica giovanissima sposa. Sette anni ha impiegato l’autrice per scrivere con il dovuto distacco le duecento pagine di questo memoir, che resta tuttavia molto intimo, ricco di finezza psicologica e occasionalmente abbellito da immagini di grande lirismo, come ci si aspetterebbe da un’artista figlia di artisti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-2959196615713512308?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/2959196615713512308/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=2959196615713512308' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2959196615713512308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2959196615713512308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2011/04/angelica-garnett-ingannata-con-dolcezza.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-1532921580827311636</id><published>2011-02-19T03:03:00.000-08:00</published><updated>2011-02-19T03:04:32.147-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2011'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Krystyna Kuhn&lt;br /&gt;Il segreto del Grace College&lt;br /&gt;Traduzione di Roberta Zuppet&lt;br /&gt;Nord&lt;br /&gt;Pagine 302, € 16&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti hanno qualcosa da nascondere, recita il sottotitolo: eccome se ce l’hanno. I fratelli Julia e Robert Frost (sì, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Robert Frost&lt;/span&gt;), protagonisti del romanzo, arrivano all’elitario Grace College per sfuggire a un passato traumatico, e anche gli altri personaggi non sono da meno, dalla rabbiosa Angela, costretta alla sedia a rotelle e destinata a un tragico destino, alla irritante e falsa Debbie, fino all’aitante e impassibile Alex, tutor delle matricole. Ma il Grace College stesso sembra celare segreti. D’altronde la sua posizione isolata in una foresta del Canada, non segnalata sulle cartine, ne fa il luogo ideale per avvenimenti strani. Tutto inizia quando Julia riceve un sms su un numero di cellulare che non ha mai dato a nessuno, e successivamente è Robert a essere testimone della scomparsa di una strana creatura nel lago, la notte della festa di benvenuto alle matricole. Un mondo high tech, scopriremo, non è incompatibile con il mistero.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il segreto del Grace College&lt;/span&gt;, primo romanzo di una serie della tedesca Kuhn, non è originalissimo, ma funziona ed è terribilmente accattivante. Lo spleen adolescenziale è espresso dalle voci di una serie di personaggi disadattati, ciascuno a suo modo. In particolare Robert, sensibile e intellettuale, per cui la sorella Julia prova un senso di protezione (fortunatamente non ci sono vampiri maliardi continuamente respinti al liceo, né fanciulle pronte ad affidarcisi passivamente). È evidente che la Kuhn ha dei riferimenti ambiziosi e ha fatto suo il senso del luogo tipico di alcuni dei migliori horror. Se viene spontaneo pensare all’ambientazione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Shining&lt;/span&gt;, un passaggio in particolare – “[Robert] aveva notato più di una volta che la struttura del luogo non andava. Le pareti apparivano bombate, i lunghi corridoi sembravano curvi” – non può non suonare come un felice richiamo alla casa obliqua, viva e malvagia del magnifico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’incubo di Hill House&lt;/span&gt; di Shirley Jackson.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-1532921580827311636?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/1532921580827311636/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=1532921580827311636' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/1532921580827311636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/1532921580827311636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2011/02/krystyna-kuhn-il-segreto-del-grace.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3085895974317496264</id><published>2011-01-12T02:28:00.000-08:00</published><updated>2011-01-12T02:31:12.436-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2011'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rebecca Connell&lt;br /&gt;L’arte di dirsi addio&lt;br /&gt;Traduzione di Silvia Bre&lt;br /&gt;Einaudi&lt;br /&gt;Pagine 262, € 17,50&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Louise è inglese e ha ventitre anni. Sua madre Lydia è morta quando lei era piccola, in un tragico incidente la cui causa indiretta è stata un uomo con cui Lydia aveva una relazione, Nicholas, amico di suo padre. La ragazza, assunta una falsa identità, decide di indagare su questi lontani eventi scoprendo verità inattese sul rapporto tra due coppie e sul proprio passato.&lt;br /&gt;Giocato tra diversi punti di vista (Louise/Nicholas) e prospettive temporali (il passato in cui si svolse la relazione/il presente dell’indagine), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Art of Losing&lt;/span&gt; è un romanzo di grande presa. La trentenne Rebecca Connell, al suo esordio narrativo (seguito da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Told in Silence)&lt;/span&gt;, costruisce una vicenda esemplare di tradimento che tocca temi eterni: la passione e l’ossessione, la natura dei legami umani – con la forza della loro apparente casualità – le motivazioni che stanno dietro a un matrimonio, la dimensione maschile e femminile. L’autrice esplora le complesse dinamiche tra i quattro attori: il virile, deciso Nicholas e la materna Naomi, l’enigmatica, manipolatrice Lydia e il trepido Martin, scoprendo a poco a poco le loro vere nature. Anche per Louise e Adam, figlio della prima coppia, c’è un incontro fatale dietro l’angolo.&lt;br /&gt;Se alla Connell si può muovere una critica, oltre a qualche improbabilità narrativa che tuttavia non disturba, è che la sua opera prima sembra addirittura troppo perfetta: un meccanismo thriller ben oliato che corre verso un finale abbastanza intuibile, e insieme un dramma psicologico venato di tristezza che, tuttavia, non va sotto la superficie, non si sporca mai davvero le mani. Ci si aspetta costantemente un climax, un divampare di emozione che strazi gli animi, una catarsi, trovandosi invece una scena finale più d’effetto che pregnante. Not with a bang, but a whimper.&lt;br /&gt;(Einaudi, perché tanti grossolani refusi nelle ultime pubblicazioni?)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3085895974317496264?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3085895974317496264/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3085895974317496264' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3085895974317496264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3085895974317496264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2011/01/rebecca-connell-larte-di-dirsi-addio.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3664362791041566612</id><published>2010-10-22T03:46:00.000-07:00</published><updated>2010-10-22T03:47:39.218-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2010'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Thomas Cobb&lt;br /&gt;Crazy Heart&lt;br /&gt;Traduzione di Cristiana Mennella&lt;br /&gt;Einaudi&lt;br /&gt;Pagine 284, € 18&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1987. A cinquantasei anni, “Bad” Blake è un cantautore country sul viale del tramonto. Alcolista e sfatto, è reduce da quattro matrimoni falliti, con un figlio che non vede da quando era bambino. Eppure in passato ha avuto tutto, successo, denaro, droghe e donne adoranti. Ha fatto da mentore al musicista Tommy Sweet che ora è una star, mentre a lui non rimangono che esibizioni in scalcinati locali di serie B. Durante un tour conosce Jean, una giovane giornalista intenzionata a raccontare la sua vita, ed è l’occasione per una conoscenza intima che da tempo non capitava al malinconico Bad.&lt;br /&gt;Riscoperto grazie al recente film omonimo interpretato da Jeff Bridges, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Crazy Heart &lt;/span&gt;è una vera e propria ballata country in prosa con tutti gli ingredienti che ci si aspetterebbe, il che costituisce la forza e insieme il limite del romanzo. Sono gli anni Ottanta, il country non è ancora globalizzato e annacquato dal pop dei grandi nomi, è un genere che esprime la durezza del vivere con un romanticismo dolce-amaro. Nel caso di Bad, personaggio pubblico e persona si confondono: è un uomo impulsivo e generoso, sempre pronto a darsi – ai suoi musicisti, al pubblico, alle donne – quanto a farsi del male. Non è un artista maledetto da cliché, nonostante i suoi demoni, né la star che si omologa ai dettami dell’industria, come l’ex-compagno di band Sweet.&lt;br /&gt;Cobb, alla sua opera prima come scrittore, dà prova di grande controllo della sua materia narrativa: il suo stile è improntato a un solido realismo che non diventa mai minimalista. Salta molti passaggi introduttivi (sogni e ricordi di Blake sono tutt’uno con la sua realtà) ed eccelle nel dialogo, tanto che il romanzo è una sceneggiatura filmica pressoché pronta per il set. Non ci sono sorprese ma c’è autenticità in questa storia di quasi-redenzione che, tuttavia, sembra perdere un po’ di sapore nella traduzione italiana.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3664362791041566612?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3664362791041566612/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3664362791041566612' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3664362791041566612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3664362791041566612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2010/10/thomas-cobb-crazy-heart-traduzione-di.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3738187307250223730</id><published>2010-07-28T05:42:00.000-07:00</published><updated>2010-07-28T05:43:13.939-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2010'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Jonathan Coe&lt;br /&gt;I terribili segreti di Maxwell Sim&lt;br /&gt;Traduzione di Delfina Vezzoli&lt;br /&gt;Feltrinelli&lt;br /&gt;Pagine 368, € 18&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jonathan Coe, con il precedente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La pioggia prima che cada&lt;/span&gt;, sembrava avere abbandonato la componente ironica a favore di una visione della vita più malinconica e cupa. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Terrible Privacy of Maxwell Sim&lt;/span&gt; segna quindi un gradito ritorno alla commistione tra dramma e umorismo a denti stretti – così &lt;span style="font-style: italic;"&gt;British&lt;/span&gt; – che ha reso celebri romanzi come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La famiglia Winshaw&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La casa del sonno&lt;/span&gt;. Come in queste due opere, Coe costruisce un intreccio ingegnoso che collega passato e presente, scoprendo e unendo elementi che, come in un mystery, svelano verità sepolte.&lt;br /&gt;Maxwell Sim è un uomo qualunque nella Gran Bretagna di oggi: abbandonato da poco da moglie e figlia, in aspettativa dal lavoro a causa della depressione, sente l’impulso improvviso di tornare a far parte del mondo e stringere nuove relazioni. Coglie al volo una (dubbia) opportunità di lavoro che lo porta ad attraversare il paese su una Prius carica di spazzolini da denti ecologici, ma le deviazioni dal percorso prestabilito lo porteranno a rivisitare la propria storia personale.&lt;br /&gt;Chi ama, di Coe, la sincerità, la partecipazione emotiva e la fiducia nel potere della narrativa non resterà deluso. Maxwell Sim, a quarantotto anni, ha ancora molto da scoprire su di sé e questa scoperta passa attraverso il punto di vista di altri personaggi che agiscono nello stesso tempo da narratori, uno dei quali (realmente esistito) è Donald Crowhurst, navigatore dilettante che nel 1968 finse di circumnavigare il globo per vincere una sfida, ma che giunse solo alla morte e alla follia. Con Crowhurst, Max inizia a identificarsi: il suo viaggio è un progressivo abbandono delle rotte a lui note, ma senza epilogo tragico. Dovrà perdersi per ritrovarsi, imparando a mediare con la tecnologia, parte integrante del rapporto con la realtà di ciascun personaggio su cui Coe posa uno sguardo ironico.&lt;br /&gt;Maxwell è un anti-eroe che appare come un perdente perché si è sempre visto come tale, che impara ad aprirsi al mondo, e che forse, alla fine dell’avventura, smetterà di "non piacersi abbastanza", come gli rimprovera la moglie. Un uomo che pensa di non lasciare un segno e che si rimetterà in discussione passando attraverso prove umilianti e scherzi del destino.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3738187307250223730?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3738187307250223730/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3738187307250223730' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3738187307250223730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3738187307250223730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2010/07/jonathan-coe-i-terribili-segreti-di.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-7627823367187138595</id><published>2010-06-08T05:54:00.000-07:00</published><updated>2010-06-08T06:20:57.083-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2010'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ángela Vallvey&lt;br /&gt;L’assassinio come arte poetica&lt;br /&gt;Traduzione di Roberta Bovaia&lt;br /&gt;Guanda&lt;br /&gt;pagine 340, € 18&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, la poesia: quale forma letteraria appare più pura, personale e disinteressata? Lontana da esercizi di potere e bassezze commerciali, si direbbe. L’ironico giallo della spagnola Ángela Vallvey &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Muerte entra poetas &lt;/span&gt;dimostra proprio il contrario. Tredici fatidici personaggi – tra icone culturali, celebrità mediatiche e enfant prodige della narrativa – si riuniscono per un convegno esclusivo in ricordo del poeta laureato Alberto Pons, presso la tenuta della vedova, fuori Toledo. Uno di loro viene ucciso e naturalmente tra gli altri dodici si cela l’assassino. A Ignacio “Nacho” Arán, meteorologo, detective dilettante e poeta a tempo perso, tocca indagare, aiutato da una zia anziana ma tecnologicamente avanzata e un giovane hacker.&lt;br /&gt;Dichiaratamente ispirato ai mystery di Agatha Christie, il romanzo è una sorta di engima della camera chiusa contemporaneo, ambientato inoltre in un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;circolo&lt;/span&gt; chiuso, un gruppo d’élite autoreferenziale (il convegno non ha pubblico) per il quale vengono fatti circolare migliaia di euro al solo scopo di preservare l’immagine di un divo della cultura. Nacho, con la sua posizione di outsider rispetto a questo mondo, si ritrova a fare da confidente degli altri poeti e a osservarli dall’esterno; è così che vengono alla luce antichi rancori e rivalità e che nel ricordo altrui prende forma la figura della vittima, piena di ombre.&lt;br /&gt;La Vallvey è caustica nel tratteggiare un mondo di intellettuali pronti a costruirsi piedistalli (Coloma, eterno candidato al Nobel, addirittura non parla con i colleghi) ma che facilmente si rivelano... umani, troppo umani, pronti a distruggere vite altrui a colpi di critiche, attaccati alle proprie posizioni di potere. Cosa determina, in definitiva, chi saranno gli illustri esponenti della cultura di un paese? Merito, casualità, mode, amicizie, strategie? Questa la domanda che sembra porre la Vallvey nel suo feroce divertissement, giallo atipico e intrigante.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-7627823367187138595?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/7627823367187138595/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=7627823367187138595' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7627823367187138595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7627823367187138595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2010/06/angela-vallvey-lassassinio-come-arte.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3933608597717823032</id><published>2010-04-13T13:25:00.000-07:00</published><updated>2010-04-13T13:28:13.002-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2010'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mo Hayder&lt;br /&gt;Ritual&lt;br /&gt;Traduzione di Adria Tissoni&lt;br /&gt;Longanesi&lt;br /&gt;pagine 412, € 18,60&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mo Hayder, promessa del thriller inglese del terzo millennio, ritorna alle atmosfere disturbanti che l’hanno resa famosa con romanzi come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le notti di Tokyo&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il trattamento&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Orrore sull’isola&lt;/span&gt;. Ritual è incentrato su due personaggi, il detective Jack Caffery, alla sua terza avventura nelle pagine della Hayder, e la sommozzatrice Phoebe “Flea” Marley. Tutto inizia nelle acque infide del porto di Bristol, con il ritrovamento di una mano mozzata e con i travagli esistenziali di Flea, protagonista outsider, sulle spalle il peso di un terribile trauma legato proprio alle immersioni: la misteriosa morte dei genitori negli anfratti del Bushman’s Hole, in Sudafrica. L’inizio fa prevedere un intrigante risvolto soprannaturale, ma lo svolgimento della trama tradisce le aspettative e il thriller, incentrato su macabri rituali della stregoneria africana, si rivela presto abbastanza convenzionale.&lt;br /&gt;Flea, a suo agio solo nelle silenziose profondità acquatiche, non soffre solo nella psiche ma anche nel corpo, con un handicap che minaccia di privarla proprio delle immersioni. L’affascinante Caffery è un investigatore ossessionato dalla vendetta, il cui personale trauma ha reso incapace di veri rapporti affettivi. Suo confidente è l’Uomo che Cammina, nomade per scelta, anch’egli preda di demoni personali. Flea riceve a sua volta aiuto da un esotico ed eccentrico personaggio, il quale custodisce segreti oscuri che hanno a che fare con lei e suo padre. Completano il quadro l’amico Tig e il collega Dundas, entrambi coinvolti a vario titolo nel mondo della droga. Suona tutto un po’ eccessivo? In effetti lo è: con il suo affollamento di personaggi danneggiati dalla vita, Ritual non fa che prendere a piene mani dalla gamma di cliché che appesantiscono molti thriller. I cliché (anche narrativi: un esempio, le foto rivelatrici trovate appese proprio nella tana del cattivo) soffocano le potenzialità del romanzo, che risulta farraginoso e faticoso alla lettura. Chi volesse comunque dar loro un’altra chance, potrà vedere di nuovo in azione Flea, Caffery e l’Uomo che Cammina nei nuovi due lavori della Hayder, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Skin&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gone&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3933608597717823032?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3933608597717823032/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3933608597717823032' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3933608597717823032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3933608597717823032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2010/04/mo-hayder-ritual-traduzione-di-adria.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3136159367273115268</id><published>2010-02-10T01:04:00.000-08:00</published><updated>2010-02-10T01:05:08.484-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2010'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Christopher Isherwood&lt;br /&gt;Un uomo solo&lt;br /&gt;Traduzione di Dario Villa&lt;br /&gt;Adelphi&lt;br /&gt;pagine 150, € 16&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ventiquattro ore nella vita di George, maturo professore universitario di origine britannica nella solatia California. Non si tratta di una giornata qualunque: George ha da poco perduto in un incidente l’amato compagno Jim. Siamo negli anni Sessanta, e nessuno, a parte l’amica Charlotte, è a conoscenza del momento che l’uomo sta vivendo. Il risveglio mattutino che apre il romanzo è un vero e proprio risveglio della coscienza di George, che diventa dolorosamente e acutamente cosciente dell’ambiente che lo circonda, della finitezza della propria vita, della superfluità di tutto. La maschera apparentemente intatta del compassato docente porta in giro il vero George, che incontra così la tronfia vicina di casa, i colleghi, gli studenti diligenti ma senza guizzi, l’emotiva Charlotte e infine Kenny, uno studente dotato con cui l’uomo vive un inatteso momento di intesa intellettuale e forse qualcosa di più.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A Single Man&lt;/span&gt;, riportato in auge dal film diretto da Tom Ford, è considerato uno dei primi e migliori romanzi del movimento di liberazione gay, ma la sua qualità letteraria lo eleva al di sopra di qualsiasi manifesto e finalità. Racconta gli effetti inesorabili della perdita tenendosi tuttavia lontano da qualsiasi sentimentalismo, e attraverso lo sguardo straniero – in molti sensi – del suo protagonista racconta lucidamente di un mondo che va cambiando. Sono gli USA neo-consumisti delle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;highway&lt;/span&gt; e dei sobborghi dai nomi pittoreschi, della media borghesia placida e ipocrita, degli insegnanti che si sentono in un certo senso colpevoli di essere veicoli di idee invece che produttori di beni di consumo. George li biasima in cuor suo, poiché vede ancora se stesso come “un rappresentante della speranza”, che “cerchi di vendere a un angolo di strada un brillante vero per un nichelino”: la grande maggioranza non crederà mai vero il brillante, lasciandolo così al sicuro. I brillanti di George, invisibili ai più, sono il dolore, i ricordi, la speranza ostinata di poter ancora vivere il presente nella sua pienezza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3136159367273115268?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3136159367273115268/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3136159367273115268' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3136159367273115268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3136159367273115268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2010/02/christopher-isherwood-un-uomo-solo_7118.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-8041294010134686093</id><published>2009-12-14T02:48:00.000-08:00</published><updated>2009-12-14T02:50:13.257-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per Petterson&lt;br /&gt;Fuori a rubar cavalli&lt;br /&gt;Traduzione di Cristina Falcinella&lt;br /&gt;Guanda&lt;br /&gt;pagine 250, € 15&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1999: il sessantasettenne norvegese Trond lascia la vita metropolitana di Oslo per ritirarsi nei boschi, in una casa isolata e in parte da riattare, insieme al proprio cane. Alla ricerca di solitudine, con una radio come unica compagnia, si affida a una routine di lavori quotidiani per riempire le proprie giornate e sfuggire ai ricordi del passato. Ma una bizzarra coincidenza – che lui stesso giudica degna di finzione romanzesca – gli fa incontrare Lars, uno dei protagonisti della sua infanzia: è il fratello del suo amico ed eroe personale Jon, con cui Trond visse l’episodio che dà titolo al romanzo, il “furto” di cavalli in una mattina d’estate, nei boschi dove passava la villeggiatura con la famiglia. Il passato torna inesorabile, riaffacciandosi alla sua mente con la serie di eventi che segnò il passaggio da una infanzia idilliaca a un’età adulta complicata e piena di ambiguità e misteri.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fuori a rubar cavalli&lt;/span&gt; è un romanzo strano: è improntato a un quieto realismo (lo stile predilige la coordinata), non cede mai al sensazionalismo e prende in contropiede il lettore, dandogli più di quanto sembra promettere. Trond quattordicenne scopre nuove verità sull’amatissimo padre, che in seguito abbandonerà la famiglia, così come al lettore viene rivelato quasi incidentalmente che cosa lo abbia spinto, da ultrasessantenne, a ritirarsi nei boschi. L’incontro con Lars adulto incrina la monotonia delle sue giornate da eremita, costringendolo a confrontarsi di nuovo con le proprie emozioni e con l’episodio tragico che sconvolse due famiglie e allontanò per sempre l’amico Jon dalla sua vita. La brevità, la mancanza di sentimentalismo e il minimalismo del libro di Petterson (il quale non a caso cita Raymond Carver tra i suoi ispiratori) nascondono in realtà una grande ricchezza e intensità di eventi. Intere esistenze vengono rivoltate da singoli attimi e casualità, mentre la vita interiore del protagonista viene sconvolta da quiete epifanie, che l’autore fa accadere con la maestria del narratore che sa sempre come dosare le parole.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-8041294010134686093?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/8041294010134686093/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=8041294010134686093' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/8041294010134686093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/8041294010134686093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2009/12/per-petterson-fuori-rubar-cavalli.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3622505475658739251</id><published>2009-10-14T06:28:00.000-07:00</published><updated>2009-10-14T06:31:54.761-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;T. C. Boyle&lt;br /&gt;Le donne&lt;br /&gt;Traduzione di Andrea Buzzi&lt;br /&gt;Feltrinelli&lt;br /&gt;pagine 446, € 20&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frank Lloyd Wright, innovatore dell’architettura del XX secolo e icona culturale statunitense, è rimasto celebre tanto per le residenze integrate nel territorio e i celebri edifici pubblici come il Guggenheim Museum, quanto per la sua vita scandalosa, che infiammò le cronache tra l’inizio del Novecento e gli anni Trenta. Dopo un matrimonio durato vent’anni e vari &lt;span style="font-style: italic;"&gt;affair&lt;/span&gt;, ebbe tre turbolente storie d’amore con altrettante donne: la proto-femminista Mamah, la morfinomane Miriam, la ballerina Olgivanna. Per la prima di queste creò addirittura una tenuta nel Wisconsin, che chiamò Taliesin, posto che balzò agli onori della cronaca non solo perché Mamah e Frank vi si rifugiarono abbandonando i rispettivi coniugi e figli, ma anche per per un terribile delitto di cui furono vittime la donna e vari ospiti e aiutanti dell’architetto.&lt;br /&gt;La tragedia e il melodramma attraversano la vita di Wright, che Boyle (residente proprio in una delle sue rinomate &lt;span style="font-style: italic;"&gt;prairie house&lt;/span&gt;) narra a ritroso, con un espediente che riesce a dipanare la matassa che è Frank Lloyd Wright attraverso gli occhi delle donne che hanno gravitato come tanti satelliti intorno a lui. Per prima l’ingombrante e carismatica madre, poi la moglie Kitty, le amanti e varie governanti, ognuna a modo suo un surrogato materno per un uomo geniale ed egocentrico. Wright è un personaggio già per sé romanzesco e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;larger than life,&lt;/span&gt; insofferente a compromessi e regole, che coinvolse le proprie donne nella realizzazione dei suoi sogni e ideali, ma che fu sempre in qualche modo irraggiungibile, umanamente distante. Boyle, con la sua prosa asciutta e sguardo ironico, crea un grande affresco, vivido e mai banale, l’intensa storia personale di tre donne forti e di un gigante della cultura che in privato si rivela a volte un ometto. Ma anche lo spaccato di un paese ancorato alla propria identità puritana e timoroso del diverso, rispetto al quale, tuttavia, non sempre il progressista Wright e il suo entourage appaiono moralmente superiori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3622505475658739251?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3622505475658739251/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3622505475658739251' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3622505475658739251'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3622505475658739251'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2009/10/t.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-5326809670446181027</id><published>2009-08-24T08:58:00.000-07:00</published><updated>2009-08-24T09:00:32.365-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Joseph Connolly&lt;br /&gt;Vacanze inglesi&lt;br /&gt;Traduzione di Marco Pensante&lt;br /&gt;Il Saggiatore&lt;br /&gt;pagine 375, € 17&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Londra del decennio scorso, due coppie di vicini di casa e amici decidono di passare le vacanze nello stesso luogo di villeggiatura. Howard ed Elizabeth sono agiati, Brian e Dotty invece sono quasi sul lastrico, tanto che con gran vergogna devono rassegnarsi ad alloggiare segretamente in una roulotte. A complicare la situazione arrivano l’amica Melody con figlioletta indesiderata al seguito e altri personaggi quali Colin, sedicenne figlio dei due spiantati e in piena crisi ormonale, la splendida Lulu e il suo gelosissimo marito. Nel frattempo, negli Stati Uniti, Katie, capricciosa figlia adolescente di Elizabeth e Howard, maltratta Norman, dipendente di suo padre e insensatamente innamorato di lei. Un party di fine estate riunirà tutti quanti, e con loro le fila delle vicende.&lt;br /&gt;Joseph Connolly racconta un universo di uomini e donne che definiscono se stessi attraverso ciò che possiedono, che si tratti di denaro, status symbol o altre persone. Ossessionati dal sesso, allegramente amorali, sono propensi al tradimento e alla bi-curiosità. Attraversare la vita senza rifletterci troppo su è la loro filosofia di vita. La maggiore vergogna possibile per loro è non avere abbastanza mezzi economici per “stare al passo con i Jones”, come si dice nel mondo anglosassone – e fa abbastanza impressione, in un’epoca di generale recessione, vedere come uno dei personaggi maggiormente ridicolizzati sia Brian, che si dedica al bricolage riutilizzando oggetti dismessi e che, nel tentativo di garantire in qualche modo a moglie e figlio una vacanza, non ottiene che il loro disprezzo.&lt;br /&gt;Il romanzo di Connolly è tutto qua: pervaso da un allegro cinismo, non rinuncia ad alcun equivoco, doppio senso o improbabile coincidenza per portare avanti la vicenda. E’ evidente che l’aspirazione dell’autore è tratteggiare una satira della middle class inglese, ma manca di sottigliezza e di profondità e non va oltre il livello della farsa – complessivamente divertente, ma poco originale e in definitiva trascurabile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-5326809670446181027?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/5326809670446181027/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=5326809670446181027' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5326809670446181027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5326809670446181027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2009/08/joseph-connolly-vacanze-inglesi.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-6504846483080471934</id><published>2009-08-24T08:56:00.000-07:00</published><updated>2009-08-24T08:58:54.451-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mark Sarvas&lt;br /&gt;Harry, rivisto&lt;br /&gt;Traduzione di Franco Salvatorelli&lt;br /&gt;Adelphi&lt;br /&gt;pagine 310, € 19&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La creatura di Mark Sarvas, critico letterario statunitense celebre per il blog &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Elegant Variation&lt;/span&gt;, è un accattivante anti-eroe. Dalla sua prima comparsa in una tavola calda, alle prese con un sandwich disgustoso e con una giovane cameriera di cui si invaghisce all’istante, è chiaro che la prerogativa di Harry Rent è fare passi falsi. Incline all’introversione, alla fantasticheria e all’arrendevolezza, schiacciato dal senso di inadeguatezza che ha segnato il suo matrimonio con la privilegiata Anna, ha collezionato una serie di errori, menzogne e disastri, sabotando ciò che di buono aveva la propria vita. E quando si ritrova improvvisamente vedovo, ritenuto indirettamente responsabile della morte di Anna, dentro di lui, incapace di confrontarsi con la realtà, al posto del dolore c’è solo un gran vuoto. Ma le vie della salvezza sono molteplici, e reinventando se stesso in veste di eroe dumasiano (ispirato dal sandwich!), Harry riuscirà finalmente a stabilire un vero contatto umano, trovando anche se stesso.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Harry, Revised&lt;/span&gt; è un romanzo molto piacevole, una trascinante commedia cinematografica in versione cartacea, in cui l’elaborazione di un lutto è affrontata in maniera insolita. E’ difficile non parteggiare per Harry, coinvolto in situazioni umilianti e paradossali, nonostante i suoi umanissimi difetti, o proprio per questo motivo. Sarvas unisce al talento umoristico una notevole sensibilità, che infonde un senso non superficiale alle azioni del suo inadeguato anti-eroe. A guastare, purtroppo, l’impressione generale del romanzo sono i punti deboli: la meccanicità di certi processi psicologici (la sequenza di motivazioni che portano al tradimento da parte di Harry e poi alla morte di Anna è poco credibile) e la caratterizzazione bidimensionale dei genitori di lei, una coppia di ricchi da barzelletta, lei fredda, classista snob, lui buono e remissivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-6504846483080471934?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/6504846483080471934/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=6504846483080471934' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6504846483080471934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6504846483080471934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2009/08/mark-sarvas-harry-rivisto-traduzione-di.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3130058169276419430</id><published>2009-04-15T08:01:00.000-07:00</published><updated>2009-04-15T08:04:03.932-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;John Banville&lt;br /&gt;Isola con fantasmi&lt;br /&gt;Traduzione di Irene Abigail Piccinini&lt;br /&gt;Guanda&lt;br /&gt;pagine 250, € 15&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’isola è un luogo dal fascino innato, ammantato di mistero, un archetipo che suggerisce solitudine e condizioni estreme dell’io. Una location perfetta per storie fantastiche ed enigmatiche ai limiti del metafisico, in una tradizione che va dall’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Odissea &lt;/span&gt;a thriller recenti (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’isola della paura&lt;/span&gt; di Lehane, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Orrore sull’isola&lt;/span&gt; di Mo Hayder) fino al fenomeno televisivo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lost&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Isola con fantasmi&lt;/span&gt;, opera del 1993 del maestro irlandese Banville, si inserisce in questo filone con una variante complessa e colta. Il romanzo si apre con il naufragio di sette eterogenei personaggi su un’isola del mare d’Irlanda, in un momento temporale imprecisato. Ad attenderli, sembrerebbe, sono il professor Kreutznaer, esperto d’arte al lavoro su un enigmatico quadro del Settecento intitolato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le monde d’or&lt;/span&gt;, il grottesco servitore Licht e il narratore, un ex-galeotto ora assistente del professore, che rimane senza nome. I sette naufraghi sembrano essere incarnazioni dei personaggi in scena nel dipinto, mentre uno di loro e Kreutznaer apparentemente si sono conosciuti in passato. Quella che si apre come una vicenda gotica in attesa di risoluzione finale, si rivela progressivamente un accumulo di misteri che si rincorrono in circolo. La chiave potrebbe trovarsi nella mente del narratore, che ripercorre gli eventi che l’hanno portato sull’isola e che è alla ricerca di se stesso, in un costante confronto con i fantasmi del proprio passato. Si susseguono immagini di specularità, duplicità, realtà alternative, a suggerire che l’unità è un’illusione, ed è perciò inutile affannarsi su una soluzione o attendere un colpo di scena che rimetta tutti gli elementi a posto.&lt;br /&gt;La scrittura di Banville è raffinata, sensuale, incline alla sinestesia, ricca di riferimenti colti e di rimandi a opere precedenti dello scrittore. Si tratta di metaletteratura ancor prima che di narrativa, di arte che si interroga sullo scopo dell’arte e sulla sua efficacia nel sondare il mistero della vita umana. Un’opera ambiziosa, e tuttavia eccessivamente filosofica ed eterea.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3130058169276419430?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3130058169276419430/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3130058169276419430' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3130058169276419430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3130058169276419430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2009/04/john-banville-isola-con-fantasmi.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-5681486387903731976</id><published>2009-02-12T03:30:00.000-08:00</published><updated>2009-02-12T03:31:55.791-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alexander McCall Smith&lt;br /&gt;Il buon marito&lt;br /&gt;Traduzione di Stefania Bertola&lt;br /&gt;Guanda&lt;br /&gt;pagine 234, € 15&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Originario del Rhodesia, professore di legge, McCall Smith è noto come autore di libri per ragazzi e di svariate serie narrative di successo. Quella dedicata a Mma Ramotswe è la più nota ai lettori italiani, che attraverso romanzi quali &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le lacrime della giraffa&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Morale e belle ragazze&lt;/span&gt; hanno imparato a conoscere il variopinto universo della investigatrice del Botswana. Mma detta “Precious”, pionieristica fondatrice della No.1 Ladies’ Detective Agency, vive nell’ottavo libro della serie l’ennesima avventura a tinte gialle. Una sequenza di decessi inspiegabili all’ospedale del Botswana, il pedinamento del marito (forse) fedifrago di una donna arrogante, il misterioso furto in una tipografia: questi sono i casi che vedono impegnati rispettivamente Precious, il marito JLB Matekoni, meccanico prestato temporaneamente all’investigazione, e la segretaria di Precious, Grace Makutsi, che si è auto-promossa “detective associata”.&lt;br /&gt;L’esile trama gialla è in realtà un pretesto per esplorare la natura umana attraverso l’occhio attento di Mma Ramotswe, donna dalla natura contemplativa e dal cuore buono che ha scelto di investigare per aiutare la gente. Il vero co-protagonista è il Botswana, ritratto nella pienezza dei suoi colori e nel calore umano del suo popolo, paese per cui Precious, di etnia Tswana, prova un fiero spirito patriottico e di cui rappresenta, nelle abitudini e persino nel fisico, la tradizione. Una filosofia garbata ma solida pervade tutto il romanzo, nelle cui pagine ricorre spesso la parola &lt;span style="font-style: italic;"&gt;gentile&lt;/span&gt;: gentile è la disposizione d’animo della detective verso la gente, le sue debolezze e i suoi errori, e il caratteristico modo di affrontare le difficoltà di ogni giorno con un sorriso e una tazza di tè rosso. Il romanzo stesso è una storia gentile, dallo stile garbato e piacevole anche se ingenuo e a tratti eccessivamente prevedibile.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-5681486387903731976?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/5681486387903731976/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=5681486387903731976' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5681486387903731976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5681486387903731976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2009/02/alexander-mccall-smith-il-buon-marito.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3202158342030646848</id><published>2008-12-16T11:58:00.000-08:00</published><updated>2008-12-16T12:00:18.300-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2008'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;John Updike&lt;br /&gt;Le streghe di Eastwick&lt;br /&gt;Traduzione di Stefania Bertola&lt;br /&gt;Guanda&lt;br /&gt;pagine 328, € 17,50&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorna sugli scaffali il celebre romanzo di Updike, reso celebre da un film hollywoodiano del 1987 che stravolse tuttavia lo spirito dell’opera letteraria. Alexandra, Jane e Sukie sono tre divorziate dal temperamento artistico che vivono in una claustrofobica cittadina del New England verso la fine degli anni Sessanta. La loro libertà nei costumi dà scandalo nella piccola comunità pettegola, mentre l’amicizia che le lega è il fulcro che permette loro di esercitare la magia, traendo forza dai ritmi della natura. La loro unione verrà scossa dall’arrivo dell’untuoso ma affascinante Darryl Van Horne (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;devil&lt;/span&gt;... &lt;span style="font-style: italic;"&gt;horn&lt;/span&gt;: chi sarà costui?) che le coinvolge in un lascivo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ménage à quatre&lt;/span&gt;, ma che le lascerà per un nuovo inaspettato personaggio dal nome altrettanto evocativo.&lt;br /&gt;Non si sa bene da che parte prendere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Witches of Eastwick&lt;/span&gt;, un romanzo che era forse più incisivo nei materialisti anni Ottanta. Le tre streghe sono donne che, a differenza delle altre, hanno imparato a usare il proprio innato potere. Esprimono la propria aggressività tramite una magia molto nera, che fa spuntare penne e rametti nella bocca di una donne saccente e frustrata e scatena mali ovunque nel corpo di un’altra, vista come rivale. La loro femminilità è sensuale e dedita ai piaceri in modo quasi meccanico, mentre i figli rappresentano una seccatura da gestire nel modo più indolore possibile. Provocazioni che alla lunga suonano sterili e che, accentuate dall'inevitabile bisogno di un marito per le tre donne, hanno fruttato a Updike critiche di misoginia. Se siano le stesse streghe di Eastwick oggetto di satira, lasciamo decidere al lettore. L’impressione è che i personaggi non prendano vita del tutto. Se il finale recita, nella tipica prosa fiorita di Updike, “la vita come fumo si alza in spirali e diventa leggenda”, il romanzo però non diventa mai leggenda, mai abbastanza epico o tagliente o toccante.&lt;br /&gt;Non è d’aiuto la scarsa cura redazionale dell’edizione Guanda, che consegna alle stampe perle come “anedotto” e “un’errore”: non si investe più nei bravi correttori di bozze?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3202158342030646848?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3202158342030646848/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3202158342030646848' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3202158342030646848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3202158342030646848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2008/12/john-updike-le-streghe-di-eastwick.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-6487726077163288399</id><published>2008-10-21T01:34:00.000-07:00</published><updated>2008-10-21T01:37:04.154-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2008'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ann Patchett&lt;br /&gt;Corri&lt;br /&gt;Traduzione di Silvia Piraccini&lt;br /&gt;Ponte alle Grazie&lt;br /&gt;pagine 284, € 15&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Boston, ai giorni nostri. Bernard Doyle, ex-sindaco democratico, porta i riluttanti figli Tip e Teddy a una conferenza di Jesse Jackson jr. Bernard è bianco, i due ragazzi, adottati in tenera età, sono neri. Da questa scena famigliare manca per ora Sullivan, il primogenito indolente. Al ritorno dalla conferenza, mentre imperversa una tormenta di neve, Tip sta per essere investito in pieno da un SUV e solo l’intervento di una donna di colore con figlioletta al seguito lo salva. A rimetterci più di tutti sarà proprio la donna, su cui i Doyle iniziano a farsi domande, soprattutto da quando notano che la ragazzina, Kenya, sa molte cose di loro. Perché, e cos’hanno a che fare con loro queste due persone? Nell’arco di ventiquattr’ore le vite di tutti i personaggi cambieranno drasticamente.&lt;br /&gt;Quinto romanzo dell’autrice del celebrato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Belcanto&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corri&lt;/span&gt; tradisce grandi ambizioni. I temi che affronta sono importanti: i conflitti razziali e sociali, ineludibili persino per i progressisti benpensanti; il concetto di famiglia come microcosmo abitato dalle persone che il destino mette sulla nostra strada ancor prima da quelle cui siamo legate dal sangue; il talento innato e la vocazione da seguire nella vita. La Patchett aspira all’afflato drammatico di un Richard Mason o di un McEwan, e non risparmia su tensione o senso di fatalità, anche se l’esito dei suoi sforzi assomiglia più a una (buona) sceneggiatura televisiva che ad alta narrativa. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corri&lt;/span&gt; è una lettura molto piacevole ma non innovativa. E allora non mancano nella storia: la ragazzina troppo matura per la propria età, il padre dai grandi ideali e dalle altrettanto grandi aspettative, il fratellastro apparentemente cinico segnato dalla vita; e poi il grande segreto da portare fin dentro la tomba, il singolo momento catartico in cui i tutti i personaggi si riuniscono in armonia, l’immagine forte e ricorrente (la corsa come mezzo per essere più forti della vita stessa).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-6487726077163288399?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/6487726077163288399/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=6487726077163288399' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6487726077163288399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6487726077163288399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2008/10/ann-patchett-corri-traduzione-di-silvia.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-8881079951602394940</id><published>2008-09-02T11:47:00.000-07:00</published><updated>2008-09-02T11:48:51.837-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2008'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anne Tyler&lt;br /&gt;Ragazza in un giardino&lt;br /&gt;Traduzione di Laura Pignatti&lt;br /&gt;Guanda&lt;br /&gt;pagine 309, € 16,50&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Baltimora, 1960. La signora bene e neovedova Pamela Emerson, affacciandosi alla finestra della propria enorme villa, scorge il giardiniere urinare sulle rose. Nonostante sia in servizio presso di lei da venticinque anni, lo licenzia in tronco. Rimasta sola alle prese con delle pesanti sedie da giardino, viene aiutata da Elizabeth, una ragazza di passaggio in cerca di un lavoro che si ritrova assunta come "uomo tuttofare" in meno di un'ora. La signora è inizialmente perplessa: come può una giovane essere distratta così facilmente dai propri programmi? Non ha obiettivi nella vita?...&lt;br /&gt;Si apre così &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ragazza in un giardino&lt;/span&gt;, con la casualità leggera e fatidica che caratterizza la vita, ennesimo tassello della grande commedia umana di una delle più amate autrici statunitensi, sua opera numero 4, scritta nel 1972. I romanzi di Anne Tyler sono, al di là della retorica, veri. Offrono momenti strazianti quasi insopportabili e inaspettate chiusure ottimiste, mettono in scena personaggi eccentrici, fallibili e insieme amabili, colti nei loro aspetti più intimi e inaspettati.&lt;br /&gt;Protagoniste sono sempre le famiglie: ogni nucleo famigliare, secondo Anne Tyler, è un microcosmo unico e un po' folle agli occhi degli altri, governato da leggi tutte sue. E quindi come in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Turista per caso&lt;/span&gt;, nella famiglia degli Emerson, composta dalla vedova e da sette figli adulti poco presenti, c'è bisogno di un punto di vista esterno, di un collante, di un punto di equilibrio che sarà rappresentato dalla giovane Elizabeth. Concreta, schietta, senza fronzoli, la ragazza incarna una femminilità inusuale (soprattutto per il 1960) e un modo anticonformista di seguire il corso degli eventi che la accomuna alla Muriel di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Turista per caso&lt;/span&gt;. Gli Emerson si aggrapperanno a lei, chi amandola, chi odiandola, chi provando perplessità nei suoi confronti, tutti coinvolgendola comunque nei loro problemi. Elizabeth è un personaggio di paradossi, porta caos e ordine insieme, diventa il centro dell’attenzione altrui ma fugge dai legami, è una figura materna ma dai modi adolescenziali. Un altro personaggio indimenticabile nel mondo di Anne Tyler, un’altra storia capace di spezzare il cuore e ispirare speranza subito dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-8881079951602394940?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/8881079951602394940/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=8881079951602394940' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/8881079951602394940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/8881079951602394940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2008/09/anne-tyler-ragazza-in-un-giardino.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-8632647776561364143</id><published>2008-06-26T07:09:00.000-07:00</published><updated>2008-06-26T07:10:48.837-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2008'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Richard Mason&lt;br /&gt;Le stanze illuminate&lt;br /&gt;Einaudi, pp. 495, € 18,50&lt;br /&gt;Traduzione di Giovanna Scocchera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Richard Mason, ex-enfant prodige della letteratura anglosassone, ritorna a quasi dieci anni dal fortunatissimo esordio con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Anime alla deriva&lt;/span&gt;, portentoso mix di romance e thriller, e dopo un secondo romanzo meno appassionante, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Noi&lt;/span&gt;, penalizzato dalla riscrittura a uso del mercato statunitense.&lt;br /&gt;Con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Lighted Rooms&lt;/span&gt; lo scrittore di origine sudafricana torna in gran forma, dando sfogo a un'immaginazione curiosa e osservatrice che sa mettersi al servizio dell'oggetto della narrazione. Mason è evidentemente attratto dalle storie di ampio respiro, in cui il passato e il presente dialogano in una ideale circolarità e la finzione non prescinde né dalla realtà presente né dalla memoria storica. E' evidente nella vicenda dell'anziana Joan, l'atipica eroina del romanzo, che prima di concludere la propria vita in una lussuosa casa di riposo visita insieme alla figlia i luoghi della propria giovinezza in Sudafrica. Per una serie di coincidenze, verrà a conoscenza della storia tragica della propria famiglia negli anni della guerra anglo-boera, e nella sua mente minata dall'Alzheimer il passato inizierà a rivivere confondendosi con il presente, le vicende personali con quelle di altri oscuri personaggi. Mentre in Joan si alternano il sollievo dell'immaginazione e l'angoscia per orrori lontani e non, il suo rapporto con la figlia Eloise, carrierista con qualche conto ancora in sospeso con la vita, trova un nuovo e più sincero modo di essere.&lt;br /&gt;Mason crede profondamente nel compito dello scrittore: documentatosi su autentici diari del tempo della guerra, si fa testimone di storie che altrimenti andrebbero perdute. Racconta i propri personaggi con compassione, acume e ironia, senza temere né il romanticismo né l'assurdo. Unico difetto nella sua scrittura è la tendenza a certe facili soluzioni narrative, le coincidenze un po' implausibili, la positività a tutto tondo di certi personaggi di contorno, che nonostante ciò non minano la compattezza di un romanzo quasi perfetto, impossibile da trascurare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-8632647776561364143?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/8632647776561364143/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=8632647776561364143' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/8632647776561364143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/8632647776561364143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2008/06/richard-mason-le-stanze-illuminate.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-6329358035204762839</id><published>2008-04-18T11:35:00.000-07:00</published><updated>2008-04-18T11:36:28.168-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2008'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;T. Coraghessan Boyle&lt;br /&gt;Identità rubate&lt;br /&gt;Einaudi, pp. 390, € 22&lt;br /&gt;Traduzione di Marilia Strazzeri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Talk Talk &lt;/span&gt;è il titolo originale dell'ultimo romanzo di T. C. Boyle, la cui edizione italiana sposta l'attenzione dal tema della comunicazione a quello dell'identità. Ma le due tematiche sono intrecciate indissolubilmente nella storia di Alex Halter, giovane insegnante sorda che, finita erroneamente in galera, scopre che qualcuno, un uomo, le ha rubato nome e identità e perpetua da anni una truffa che gli permette di vivere una vita agiata a spese sue e di altre persone cui negli anni ha rubato l'identità. Insieme al fidanzato Bridger, Alex intraprende una ossessiva caccia all'uomo attraverso vari stati USA che Boyle racconta in parallelo alla vita turbolenta di Peck, alias il secondo Alex Halter, e della sua ignara fidanzata-trofeo Natalia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Halter&lt;/span&gt;, ovvero l'altro, l'alter ego: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Identità rubate&lt;/span&gt; è una singolare storia sul doppio che non appartiene al genere fantastico, ma anzi è calata in una realtà molto concreta e contemporanea, e al contempo un thriller atipico, in cui anche l'anti-climax finale non disturba. Alex e Peck sono due immagini che si guardano e si confrontano attraverso un immaginario specchio. La donna, abituata da sempre a porsi in relazione con un mondo difficile che, letteralmente, non parla la sua stessa lingua, ha un'identità forte, costruita e difesa con determinazione, che non dipende da luoghi, beni materiali o ruoli sociali. Tutto quello che, al contrario, serve a Peck per creare le proprie, fluttuanti identità: rubate, comprate, messe in scena dentro a case costose, tramite oggetti lussuosi, appariscenti, in una grande finzione destinata inesorabilmente a crollare quando l'uomo viene messo di fronte alla realtà delle proprie origini.&lt;br /&gt;In mano a un narratore meno esperto, il romanzo sarebbe risultato raccogliticcio e didascalico, ma Boyle gestisce benissimo il suo delicato materiale. I personaggi creati dall'autore sono forti, difficile da dimenticare: il sanguigno Peck, il debole Bridger, e soprattutto la spigolosa e determinata Alex, il cui handicap viene affrontato in maniera non condiscendente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-6329358035204762839?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/6329358035204762839/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=6329358035204762839' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6329358035204762839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6329358035204762839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2008/04/t.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-4829464844985896143</id><published>2008-03-02T09:57:00.000-08:00</published><updated>2008-03-02T10:02:18.550-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2008'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Newton Thornburg&lt;br /&gt;La strana vita di Cutter e Bone&lt;br /&gt;Fanucci, pp. 320, € 16&lt;br /&gt;Traduzione di Daniela Middioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cutter and Bone&lt;/span&gt;: un titolo che evoca visioni macabre, mutilazioni, umorismo nero. C'è tutto questo nel romanzo di Newton Thornburg, un autentico classico americano degli anni post-Vietnam, pubblicato per la prima volta nel 1976. E' la storia, thriller sui generis, del reduce Alex Cutter, privato in guerra di un occhio, un braccio e una gamba, del suo amico e compagno di bevute Richard Bone, sano, attraente, gigolo a tempo perso, e di Mo, moglie negletta di Cutter e madre del loro bambino. Cutter ha una personalità tanto trascinante quanto folle e autodistruttiva, che si esprime attraverso un interminabile sproloquiare tra sarcasmo, filosofia e creative menzogne. Una serie di eventi fortuiti porta la coppia di amici sulle tracce di un multimiliardario che Bone crede colpevole dell'omicidio di una ragazza, e che Cutter progetta di ricattare. L'avventura on the road che porta i due uomini dall'assolata California alle montagne degli Ozark avrà conseguenze tragiche in modi inaspettati.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La strana vita di Cutter e Bone&lt;/span&gt; è un romanzo pressoché perfetto, il ritratto a colori vividi di un'epoca in cui "all'età d'oro dell'ipocrisia, dei piedi nudi, dell'acido e dell'acquario seguì un senso di disillusione o stanchezza". Alla morte degli ideali, per i due amici sembra non esserci un posto nel mondo: Bone ha abbandonato la vita borghese, il lavoro e la famiglia, mentre Cutter vede nel miliardario Wolfe, il presunto omicida, il simbolo di chi ha l'oscuro potere potere di manovrare e sottomettere gli altri, di mandarli a combattere in una guerra assurda, senza pagare mai in prima persona.&lt;br /&gt;Thornburg, al grande acume politico e sociale, unisce le qualità di un grande narratore, capace di prosa brillante anche quando la storia è più intrisa di disperazione, e di dialoghi scorrevoli e realistici. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cutter e Bone &lt;/span&gt;è un romanzo dall'intensità cinematografica – ed è stato infatti tradotto in film pochi anni dopo la pubblicazione – e insieme caratterizzato da una grazia e un'umanità profonda che neanche il cinismo ostentato dei suoi disperati protagonisti riesce ad appannare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-4829464844985896143?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/4829464844985896143/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=4829464844985896143' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/4829464844985896143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/4829464844985896143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2008/03/newton-thornburg-la-strana-vita-di.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-7507865269809240686</id><published>2007-12-14T12:14:00.000-08:00</published><updated>2008-03-02T10:01:41.558-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2007'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ian McEwan&lt;br /&gt;Chesil Beach&lt;br /&gt;Einaudi, pp. 136, € 15,50&lt;br /&gt;Traduzione di Susanna Basso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Edward e Florence, due giovani molto innamorati nell'estate inglese del 1962: appena prima dell'avvento dei Beatles, della rivoluzione sessuale, dell'inizio del mondo come lo conosciamo adesso. Lui, ragazzo pragmatico e di buon cuore, conosce i nomi delle piante e i personaggi storici, lei, di buona famiglia e promettente violinista, vive un'interiorità chiusa in sé che si esprime solo attraverso la musica. In una camera d'albergo sulla romantica spiaggia di ciottoli detta Chesil Beach stanno per consumare la prima notte di nozze, entrambi vergini e ciascuno con aspettative molto diverse. Per meglio dire, Florence non ha aspettative, solo un'ansia immensa e inesprimibile, il desiderio che passi tutto più in fretta possibile, e la paura di deludere il marito. Il quale invece non aspetta altro che dare sfogo alle pulsioni a lungo represse e di scoprire un nuovo mondo di piacere e libertà. I gesti sbagliati, le peggiori scelte di parole e un equivoco che si frappone tra di loro come un muro porteranno la coppia a una irreparabile frattura.&lt;br /&gt;E' un romanzo breve e bellissimo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chesil Beach&lt;/span&gt;, un racconto di cristallina semplicità con cui McEwan, dopo il monumentale – per ambizioni, non numero di pagine – &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sabato&lt;/span&gt;, si propone come voyeur senza morbosità, ritornando con il proverbiale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;senno di poi&lt;/span&gt; a un momento storico che coincide anche con il punto di svolta di due vite individuali. Tralasciando il dettaglio delle vicende dei due giovani (McEwan lascia sottilmente intendere cosa stia alla radice dei problemi sessuali di Florence), si tratta di una storia che parla ai lettori moderni, affrontando l'eterno e doloroso tema della comunicazione tra uomini e donne, del conflitto tra estroversione maschile e introversione femminile, e dei giochi di potere che si mettono in atto anche nella coppia più affiatata: "Ciò che aveva in mente Florence... era l'immancabile smania che lei si concedesse di più. [...] Perfino nei momenti più felici, aleggiava su di loro l'ombra di quel biasimo, il malcelato livore dell'insoddisfazione."&lt;br /&gt;Un romanzo tristissimo, più commovente di una storia romantica in cui a opporsi all'amore dei protagonisti sia un fato malevolo e più grande di loro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-7507865269809240686?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/7507865269809240686/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=7507865269809240686' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7507865269809240686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7507865269809240686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/12/ian-mcewan-chesil-beach-einaudi-pp.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-6600729904321585947</id><published>2007-12-14T10:12:00.000-08:00</published><updated>2007-12-14T10:13:59.496-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2007'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Patrick McGrath&lt;br /&gt;Trauma&lt;br /&gt;Bompiani, pp. 252, € 17&lt;br /&gt;Traduzione di Alberto Cristofori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è facile parlare di questo ultimo romanzo di McGrath. Si tratta della storia di Charlie Weir, psichiatra dedicato ma dalla vita privata travagliata, negli anni Settanta: segnato da rapporti conflittuali "da manuale" con la madre abbandonata dal marito e con il fratello con cui è in competizione, persegue da sempre lo scopo di salvare anime umane, scopo in cui fallisce secondo una tragica ironia quando non riesce a evitare il suicidio del cognato, e anzi se ne ritiene responsabile. Una tipica storia alla McGrath sul male di vivere e sulla ricerca di una cura, di un ordine al caos, che altro non è che lo scopo della narrativa stessa. Con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Trauma&lt;/span&gt;, l'autore procede nella personale reinterpretazione del gotico, categoria dell’anima ancor più che genere letterario, capace di resistere a mutamenti epocali e di non perdere nei secoli la dimensione intima e la cupa fatalità che la caratterizzano da Walpole in poi.&lt;br /&gt;Anche in questo ultimo lavoro il clima gotico scaturisce da uno stile piano, naturalistico, apparentemente senza possibilità di equivoco, priva delle ambiguità di una storia di spettri. Ma il romanzo, come altri dell'autore, è raccontato in prima persona e da questo dipende la posizione problematica del lettore, alle prese con un narratore potenzialmente inattendibile. Quanto inattendibile? Il finale giunge quasi affrettato, avulso dal resto della storia: proiezione onirica oppure unica parte &lt;span style="font-style: italic;"&gt;reale&lt;/span&gt; dell'intera storia? A complicare la fruizione, la quarta di copertina dell'edizione italiana racconta quello che di fatto è uno &lt;span style="font-style: italic;"&gt;spoiler&lt;/span&gt; della trama e di cui non c'è traccia nella storia narrata da Weir.&lt;br /&gt;Cosa segna dunque il confine tra le sfumature dell'ambiguità veicolate da un sapiente narratore e l'incomprensibilità pura, se a chi legge non viene dato un appiglio, una chiave di decifrazione che spicchi su altri elementi? O forse il genio sta nel fare piazza pulita delle "mappe" che solitamente lo scrittore offre al lettore, offrendogli la visione della nuda coscienza umana? Il fallimento o il trionfo dell'arte della narrativa?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-6600729904321585947?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/6600729904321585947/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=6600729904321585947' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6600729904321585947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6600729904321585947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/12/patrick-mcgrath-trauma-bompiani-pp.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-7293946602847245320</id><published>2007-10-17T11:41:00.000-07:00</published><updated>2007-12-14T10:10:57.346-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2007'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Edward St. Aubyn&lt;br /&gt;La famiglia Melrose&lt;br /&gt;Einaudi, euro 15,50&lt;br /&gt;Traduzione di Maurizio Bartocci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un titolo fuorviante quello scelto per l’edizione italiana di &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Mother’s Milk&lt;/span&gt;: ai Melrose lo scrittore britannico St. Aubyn aveva già dedicato un’intera trilogia (i romanzi &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Never Mind&lt;/span&gt;, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Bad News &lt;/span&gt;e &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Some Hope&lt;/span&gt;) negli anni Novanta. Attraverso la figura del protagonista, Patrick Melrose, l'autore ha esorcizzato i traumi delle violenze subite da bambino da parte del padre, l'impulso autodistruttivo, il conflitto con l'ambiente ricco e posh di provenienza, con uno stile tuttavia più vicino alla commedia nera che al dramma.&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;La famiglia Melrose&lt;/span&gt; si apre con la folgorante scena della nascita del primogenito di Patrick, Robert, raccontata dal punto di vista del bambino: queste prime pagine, che in mano a un autore mediocre sarebbero riuscite stucchevoli e banali, segnano invece l'inizio di un romanzo brillante e profondo. Diverse soggettive si alternano, nel racconto di quattro estati nella vita dei membri della famiglia Melrose: Robert è il narratore più sorprendente, un bambino in perfetta sintonia con l'ambiente che lo circonda, capace già da piccolissimo di cogliere e imitare il lato ridicolo del suo prossimo – adulto. Patrick vive in preda a nevrosi e dipendenze e inseguendo impossibili fantasmi erotici, sua moglie Mary è totalmente assorbita dal ruolo di madre, mentre Eleanor, l'anziana signora Melrose, sta per lasciare la dimora francese di famiglia in eredità a un poco convincente guru new age.&lt;br /&gt;St. Aubyn è un vero mago della parola, con cui ricrea ciò che avviene nella mente dei suoi personaggi attraverso momenti rivelatori; bambini e adulti condividono, ciascuno a suo modo, la stessa complessità di sentimenti e visione. La partecipazione emotiva dell'autore non soffoca mai l'acume tagliente con cui egli analizza situazioni e atteggiamenti, il dramma si sposa con una pacata ma implacabile satira, in particolare ai danni dei ricchi, con i loro vuoti esistenziali e le loro velleità ridicole ma spesso rovinose. Senza mai cedere al cliché o al giudizio morale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-7293946602847245320?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/7293946602847245320/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=7293946602847245320' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7293946602847245320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7293946602847245320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/10/edward-st.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3609938682530538094</id><published>2007-07-26T13:14:00.000-07:00</published><updated>2007-07-26T13:17:11.848-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2007'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Jonathan Coe&lt;br /&gt;La pioggia prima che cada&lt;br /&gt;Feltrinelli, pp. 224, euro 16&lt;br /&gt;Traduzione di Delfina Vezzoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coe ha di recente pubblicato in patria &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Like a Fiery Elephant&lt;/span&gt;, imponente lavoro a metà tra il saggio e la biografia dedicato a B. S. Johnson, scrittore degli anni ‘60-’70 che rifiutò la forma tradizionale del romanzo come innaturale e tendenziosa, e dedicò la sua vita alla ricerca della verità attraverso la parola, conscio che, dopo Joyce e la Woolf, la letteratura "seria" non può più accontentarsi di trame ottocentesche e di personaggi nitidi e conclusi in sé. Evidentemente l'autore di Birmingham ne è stato influenzato, poiché ne &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La pioggia prima che cada&lt;/span&gt; abbandona gli intrecci sorprendenti dei suoi romanzi più celebri per adottare una narrazione più lineare, che all'onniscienza della terza persona sostituisce, in buona parte, la voce narrante di una donna anziana che ricorda gli avvenimenti della sua vita legati alle persone che per lei sono state più importanti, e si rivolge alla giovane donna la cui stessa esistenza è stata il risultato di amicizie, amori, incidenti e rotture susseguitisi in più di cinquant'anni di vita.&lt;br /&gt;Non si può dire che il risultato sia pura avanguardia, e l'espediente usato da Coe non è nuovo. Se c'è una ricerca formale, questa risulta solo parzialmente riuscita, ma sono altri i motivi per cui si ama il libro. E' vero, si rimpiange il funambolico inventore di trame de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La famiglia Winshaw&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La casa del sonno&lt;/span&gt;, con il loro amalgama apparentemente improbabile di umorismo affilato e commozione: ne &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La pioggia prima che cada&lt;/span&gt; prevale una malinconia esistenziale più amara che nei romanzi precedenti (almeno fino ai tempi de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il circolo chiuso&lt;/span&gt;). Ciò che si ritrova intatta è la bravura dell'autore nel tratteggiare personaggi segnati dal destino, nel far vivere di vita propria i luoghi stessi, conferendo a ogni storia un senso di vera ineluttabilità, la stessa ineluttabilità che la narratrice, Rosamond, attribuisce al destinatario del suo racconto, la giovane Imogen.&lt;br /&gt;Il rifiuto delle convenzioni romanzesche è più chiaro alla fine, in una laconica dichiarazione di intenti: la vita è più grande della finzione, nonostante qualsiasi tentativo di riordinarla tramite la scrittura – più complessa e caotica, e priva di quel senso di chiusura che rassicura il lettore di un romanzo. Non credete alle coincidenze significative di cui erano ricchi i miei romanzi, sembra dire Coe. Credete sempre, però, alla verità dei personaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Finalmente ho l'occasione di recensire uno dei miei autori preferiti!]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3609938682530538094?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3609938682530538094/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3609938682530538094' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3609938682530538094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3609938682530538094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/07/jonathan-coe-la-pioggia-prima-che-cada.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3246494422941220087</id><published>2007-07-26T13:10:00.000-07:00</published><updated>2007-07-26T13:13:05.834-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2007'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Phil Lamarche&lt;br /&gt;American Youth - Un omicidio involontario&lt;br /&gt;Bompiani, euro 16,00&lt;br /&gt;Traduzione di Ettore Capriolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“...Rimanevano soltanto gli alberi indesiderabili – quelli giovani, quelli rovinati o contorti, quelli marci o malati.” Con questa potente immagine si apre &lt;span style="font-style: italic;"&gt;American Youth&lt;/span&gt;, la storia dell’adolescente Ted e della sua improvvisa e repentina scoperta della dimensione adulta. Giovane e rovinato si ritroverà a essere quando un incidente con un fucile di casa, mostrato per farsi bello agli occhi di due amici fratelli, costerà la vita a uno di loro. Mentre la madre cerca vanamente di proteggere Ted dalle sue responsabilità morali e legali, il ragazzo viene avvicinato da un gruppo di coetanei – l’American Youth – fanatici conservatori, dediti a violente attività moralizzatrici nella piccola comunità, che ne fanno un simbolo suo malgrado. Toccato dalla tragedia, dalla violenza e dal dolore, egli è costretto a fare esperienza di una realtà complessa e tutta da decifrare, un paesaggio – sociale e morale – che si riflette tumultuosamente dentro di lui. Mentre, nella piccola comunità rurale del New Hampshire che si espande inesorabilmente, la American Youth si oppone a ciò che  è estraneo, al progresso e al cambiamento, è Ted a cambiare e formarsi una coscienza, trovando miracolosamente una sorta di redenzione.&lt;br /&gt;La scrittura di Phil Lamarche, quasi esordiente –  la sua storia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;In the Tradition of My Family&lt;/span&gt; è stata soggetto di un film – rispecchia la desolazione del paesaggio, la sua scarna essenzialità riproduce realisticamente l’interazione tra i personaggi senza concessioni al sentimentalismo. Il che rende ancora più incisiva e toccante la parabola di Ted, esponente di una “gioventù americana” che cerca punti di riferimento in una realtà difficile e chiusa in sé, segnata dalla solitudine, dall’individualismo e dall’aggressività come forma di espressione, e in cui la famiglia stessa fatica ad assolvere il proprio ruolo di aggregatore. Un romanzo attuale, significativo, con le qualità di un acuto studio psicologico e insieme di un autentico page-turner.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3246494422941220087?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3246494422941220087/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3246494422941220087' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3246494422941220087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3246494422941220087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/07/phil-lamarche-american-youth-un.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-5513361238338433805</id><published>2007-04-29T08:50:00.000-07:00</published><updated>2007-04-29T08:52:21.449-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2007'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Paul &lt;span id="st" name="st" class="st"&gt;Auster&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Viaggi nello scriptorium&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Einaudi, euro 14,50&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Traduzione di Massimo Bocchiola&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L'ultima opera di &lt;span id="st" name="st" class="st"&gt;Auster&lt;/span&gt; si insinua nel ricco filone della meta-narrativa, la narrativa "consapevole" che riflette su di sé e sul proprio ruolo nel mondo. Storie contenute in altre storie, romanzi imperniati sullo scrivere romanzi, personaggi consapevoli di esistere in un'opera di finzione, sono tra i possibili scenari di questa forma di rappresentazione, esplosa nell'epoca post-moderna, ma antica quasi quanto la narrazione. La più estrema e "logica" delle possibilità che essa offre, è che i personaggi acquisiscano consapevolezza del proprio essere tali e che incontrino il proprio creatore, colui che con la scrittura ha dato loro vita (fittizia).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E' quanto avviene in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Viaggi nello scriptorium&lt;/span&gt;: il protagonista, Mr Blank (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;blank&lt;/span&gt; come la pagina bianca, pronta per essere scritta), si ritrova rinchiuso in una stanza, senza memoria di chi sia né della propria storia. Ha un letto, una sedia, una scrivania su cui campeggia un manoscritto non finito. Varie persone, che egli non ricorda ma che sembrano conoscerlo bene, sono carcerieri e badanti insieme, lo accudiscono co&lt;/span&gt;&lt;a href="javascript:void(0)" onclick="return false;" tabindex="7"&gt;&lt;span&gt;Publish&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;n amore ma gli ricordano che ha dei conti in sospeso con loro. Sono i personaggi dei romanzi precedenti di &lt;span id="st" name="st" class="st"&gt;Auster&lt;/span&gt; stesso, venuti a chiedere conto delle azioni dell'uomo, presumibilmente il loro creatore.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L'idea alla base del romanzo è affascinante, e coinvolge nella lettura. Ma a mano, a mano che la vicenda si dipana, la complessità allegorica prende il sopravvento sul puro piacere della narrazione. La storia narrata nel manoscritto trovato e poi completato da Blank, un canovaccio di fantapolitica non originalissimo, non contribuisce alla godibilità dell'insieme. Il maggiore difetto dei viaggi nello scriptorium di &lt;span id="st" name="st" class="st"&gt;Auster&lt;/span&gt; è che i personaggi-carcerieri, che dovrebbero costituire l'anima del romanzo, sono delle figure piatte, non significative per chi non le conoscesse già da precedenti romanzi. Al centro resta quindi solamente la figura dello scrittore tormentato, in un tour de force narcisistico che poco aggiunge alle riflessioni sulla narrativa fatte con testa e cuore. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-5513361238338433805?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/5513361238338433805/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=5513361238338433805' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5513361238338433805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5513361238338433805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/04/paul-auster-viaggi-nello-scriptorium.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-797557868778200133</id><published>2007-03-16T11:06:00.000-07:00</published><updated>2007-03-16T11:07:44.375-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='M'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2006'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Taichi Yamada&lt;br /&gt;Estranei&lt;br /&gt;Nord, euro 14&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una ghost story in cui il fantasma è, forse, l’ombra del rimpianto. Opera di un veterano della tv e della narrativa nipponiche, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Estranei&lt;/span&gt; è un romanzo che alla pulita linearità di uno stile minimalista unisce una complessità di emozioni e suggestioni che, colpendo la sensibilità del lettore, lascia un’eco che va oltre il tempo della fruizione. Stupisce sempre l’approccio degli autori giapponesi al soprannaturale: non si tratta mai di un pretesto per regalare brividi a buon mercato o suscitare sterile meraviglia, come negli horror modaioli sfornati da Hollywood, ma dell’espressione di una spiritualità vissuta con riverenza e... gratitudine (si veda l’ultima frase di questo romanzo per averne un esempio).&lt;br /&gt;Protagonista di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Estranei&lt;/span&gt; è Hideo, un uomo di mezz’età rassegnato alla mediocrità della propria vita professionale e soprattutto personale, divorziato da poco e in freddi rapporti con il figlio, il quale si imbatte accidentalmente in due persone che sono pressoché identiche ai genitori morti quando era un ragazzino. L’incredibile evento lo risucchia in un vortice di emozioni e sentimenti rimossi, a mano a mano che in lui si insinua sempre più la convinzione che si tratti veramente dei genitori defunti. Nel frattempo, nel grande stabile dove si è trasferito da poco, Hideo instaura un rapporto sentimentale con una vicina di casa bella e sfortunata. I due incontri gli fanno riscoprire il calore del contatto umano che egli aveva da tempo dimenticato. È un percorso (re)iniziatico che lo riporterà a vivere e mettersi in gioco di nuovo, abbattendo la coltre di apatia e di isolamento dietro cui si nascondeva dagli altri e da se stesso. Data l’eccezionalità delle circostanze, però, non potranno mancare ostacoli inattesi...&lt;br /&gt;Come nella migliore tradizione gotica, nel bel romanzo di Yamada ci sono una fanciulla con un segreto, specchi che mentono come fossero il ritratto di Dorian Gray, e una casa, per la precisione un condominio immenso che si svuota alla sera, poiché quasi tutti gli appartamenti sono esclusivamente adibiti a ufficio, proprio sopra una delle strade più trafficate di Tokyo. Un setting privo del romanticismo delle antiche dimore infestate, ma non meno inquietante. Non potrebbe essere ormai più evidente che il mistero e l’orrore, troppo spesso legati a cliché svuotati di senso, possano scaturire in realtà solo da una condizione umana e psicologica esplorata sapientemente. Yamada riesce brillantemente nell’intento, raccontando la sconvolgente normalità del soprannaturale. Una storia originale in cui il metaforico e il verosimile si scontrano, lasciando il lettore nello stato d’animo più straniante: il dubbio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-797557868778200133?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/797557868778200133/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=797557868778200133' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/797557868778200133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/797557868778200133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/03/taichi-yamada-estranei-nord-euro-14-una_16.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-6543573040202884316</id><published>2007-02-18T03:54:00.000-08:00</published><updated>2007-03-16T11:09:05.871-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2007'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Taichi Yamada&lt;br /&gt;Una voce lontana&lt;br /&gt;Nord, euro 13&lt;br /&gt;Traduzione dall’edizione inglese di Emanuela Cervini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Taichi Yamada, veterano della tv e della narrativa del Sol Levante, è noto in Italia per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Estranei&lt;/span&gt;, pubblicato anch’esso dall’Editrice Nord nel 2005. Anche questo romanzo, scritto da Yamada quasi vent’anni fa, è una storia di elementi soprannaturali che irrompono nella vita di un uomo qualsiasi. Tsuneo è una persona nel cui passato c’è un buco nero, un incidente da dimenticare capitato in gioventù, in una terra lontana come gli Stati Uniti. Adesso si dedica a un lavoro ingrato – è un ufficiale dell’immigrazione – e vive senza grandi slanci, in attesa di contrarre un matrimonio combinato. Finché, un giorno, un episodio inaspettato e senza spiegazione logica gli provoca delle sensazioni inaudite, sconvolgenti e bellissime. Una voce inizia a parlargli telepaticamente: si tratta di una donna che gli chiede di conversare con lei, di raccontarle la sua vita, e in particolare ciò che era avvenuto negli USA. Questa entità diventa sempre più importante nella vita di Tsuneo, che inizia a trascurare il lavoro, a porsi dubbi sulla personalità della ragazza che sta per sposare, e addirittura a farsi beffe di importanti rituali sociali. Chi è la donna della voce, e lo scoprirà mai Tsuneo?...&lt;br /&gt;Come in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Estranei&lt;/span&gt;, la scrittura dell’autore è lineare, precisa, capace di esprimere suggestioni complesse e di esplorare con sapienza la psicologia del suo protagonista. Il mistero non è un espediente per donare brividi a buon mercato, bensì lo specchio che rivela i veri sentimenti di personaggi che hanno represso i propri istinti più profondi e che si lasciano vivere. In un senso, si tratta del grimaldello che scardina le convenzioni e le apparenze, particolarmente rigide nella società giapponese. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una voce lontana&lt;/span&gt; parte con atmosfere insolite che mettono a prova la razionalità del lettore, per finire in una dimensione schiettamente inquietante, quasi lynchiana. Sembra che il percorso re-iniziatico che compie Tsuneo debba portarlo da qualche parte, ma in realtà il percorso stesso è il punto d’arrivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-6543573040202884316?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/6543573040202884316/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=6543573040202884316' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6543573040202884316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6543573040202884316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/02/taichi-yamada-una-voce-lontana-nord.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-2220135316870808003</id><published>2007-02-18T03:52:00.000-08:00</published><updated>2007-03-16T11:08:24.709-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2007'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Celia Rees&lt;br /&gt;La casa dei desideri&lt;br /&gt;Salani, euro 13&lt;br /&gt;Traduzione di Valentina Daniele&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’universo di Celia Rees, che migliaia di lettori appassiona nel mondo, è fatto di grandi passioni, avventura, mistero e meraviglie. Dopo storie al femminile come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il viaggio della strega bambina&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corsare&lt;/span&gt;, schiettamente avventurose e legate a ere lontane, l’autrice inglese propone ora un romanzo ambientato in un tempo relativamente vicino a noi come il 1976. Il quindicenne protagonista Richard, in vacanza nel Galles con i genitori, scopre che la casa abbandonata che amava esplorare con il suo migliore amico, Wish House, è di nuovo abitata dai legittimi proprietari: si tratta degli anticonformisti Dalton, artisti. Per il ragazzo si apre un mondo nuovo, di valori sconosciuti alla sua grigia e mediocre famiglia: la ricerca della bellezza, la noncuranza alle convenzioni, l’istintività e la libertà sessuale. Con la giovane, fascinosa Clio, Richard scopre la passione, mentre il patriarca Jay, quasi un guru dell’arte figurativa, fa di lui il suo nuovo modello e musa, e sua moglie Lucia lo accoglie come un altro figlio, forse affascinata dalla sua limpida normalità.&lt;br /&gt;La bravura della Rees sta nel ricreare con una scrittura essenziale ma evocativa il tipico momento indimenticabile che segna una vita: per Richard si tratta della scoperta di una dimensione diversa da quella quotidiana e della nuova apertura mentale che ne acquisisce. Il libro stesso, inframmezzato dalle descrizioni dei quadri a ispirazione celtica di Jay, ha una qualità pittorica che lo lascia impresso nella memoria. Intendiamoci, non c’è nulla di nuovo nella descrizione di un ambiente bohemien, delle sue suggestioni e dei suoi misteri, visto dal tipico outsider, che vorrebbe farne parte ma allo stesso non ha gli strumenti per capirlo fino in fondo. Il romanzo  è intenso e appassiona, lasciando però un’impressione di incompletezza, come se non si sbilanciasse ad andare abbastanza nel profondo, appoggiandosi invece a stereotipi già noti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-2220135316870808003?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/2220135316870808003/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=2220135316870808003' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2220135316870808003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2220135316870808003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/02/celia-rees-la-casa-dei-desideri-salani.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-1886145901423395190</id><published>2007-01-30T06:43:00.000-08:00</published><updated>2007-02-17T03:15:08.341-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='intervista'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='M'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2007'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;RIVELAZIONI&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SARA GRAN: Il richiamo del trascendente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una giovane donna con una carriera promettente, un marito ideale e la casa dei sogni: cosa potrebbe rovinare questo scenario invidiabile? Solo una possessione demoniaca. è quanto succede ad Amanda, protagonista del bel romanzo di Sara Gran &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La voce dentro&lt;/span&gt;, pubblicato lo scorso settembre da Longanesi. Un romanzo veloce e affascinante, che ha conquistato Bret Easton Ellis e che "M-Rivista del Mistero" ha recensito sullo scorso numero [n.2, 2006]. Abbiamo recentemente contattato l'autrice, una bibliofila appassionata di occulto, per discutere del suo libro – non tramite una tavoletta ouija, ma in una più prosaica chat-room. Sara Gran gestisce un interessante blog all'indirizzo http://saragran.blogspot.com.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Grazie per essere venuta e congratulazioni per il romanzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Grazie. Ho visto di recente l'edizione italiana e penso che l'editore abbia fatto uno splendido lavoro – gran bel volume. Credo che sia in lavorazione anche il mio libro successivo, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dope&lt;/span&gt;, ma non so per quando sarà pronto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La voce dentro&lt;/span&gt; è uscito in quattordici paesi, il che è fantastico, ma ne ho perso del tutto traccia, non so più chi l'ha pubblicato e dove!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Un grande risultato per un libro avvincente, e terrificante per quanto è credibile. Vorrei porti una domanda banale. C'è spazio, nella storia di Amanda, per l'ambiguità, o dobbiamo dare come fatto assodato che la donna è posseduta?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Io penso che il lettore abbia sempre ragione. Quindi, sì, c'è spazio per l'ambiguità. Dopotutto, un giorno io non ci sarò più ma il libro esisterà ancora e vivrà di vita propria. Detto questo, a me sembra ovvio che Amanda sia veramente posseduta, sebbene molti dei miei lettori non siano d'accordo! No, non era una domanda banale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Anche secondo me si tratta di un vero caso di possessione. Mi sono chiesta se mi fossi persa qualche segno che riveli che Amanda è semplicemente pazza... Di sicuro lei stessa preferirebbe sentirsi fare una diagnosi del genere, ma la realtà si rivela persino peggiore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'idea che avevo in mente durante la stesura del romanzo era di lasciare persistere l'ambiguità, finché sarebbero apparsi dei segni inequivocabili, almeno per me, che Amanda è davvero posseduta. Per esempio, quando capisce ciò che la gente dice in lingue a lei sconosciute: per quello non esiste spiegazione razionale. Ma suppongo che alcuni lettori abbiano pensato che fosse tutto nella sua testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Un pensiero più tollerabile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sì. Penso che alcuni si sentano a disagio all'idea che la possessione possa essere reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Ma fin dalla prima pagina Amanda sembra seguire un percorso già ben definito. I segni della possessione diventano sempre più evidenti, come evidenziano i risultati del test che la protagonista ripete più volte. Da dove ti viene questo interesse per l'esoterismo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non so da dove mi venga questo interesse per l'esoterico, ma l'ho sempre avuto. Quando ero bambina amavo leggere strani libri su fantasmi, ufo, cose così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Credi in una sorta di pensiero magico che ci aiuti a capire il mondo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Seriamente? Io credo a tutto. E non credo a niente. Davvero. Una volta che ti convinci di conoscere la verità su queste cose, allora puoi essere sicuro di sbagliarti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Quindi il punto non è ottenere risposte, ma continuare a farsi domande e coltivare il dubbio?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sì, è un buon modo di vedere la questione. Dubita di tutto. Penso che sia vero in tutti i campi, non solo in ambito esoterico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Sei una fan di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rosemary's Baby&lt;/span&gt;?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il film di Polanski è uno dei miei preferiti e ha influenzato molto il mio libro, non solo nella trama, ma in particolar modo sull'andamento della narrazione. Volevo che si svelasse tutto a poco, a poco come in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rosemary's Baby&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Entrambe le storie sono spietate. Quali altri romanzi o film hanno influenzato il tuo lavoro?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E' sempre difficile rispondere a questa domanda, ma per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La voce dentro&lt;/span&gt; posso dire con certezza di essere stata ispirata maggiormente da Shirley Jackson, in particolare da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;We Have Always Lived in the Castle&lt;/span&gt; e da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Bird's Nest&lt;/span&gt;. è conosciuta in Europa? Negli Stati Uniti il racconto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Lottery &lt;/span&gt;è una lettura obbligatoria nelle scuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Io ho amato molto &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 0, 204);"&gt;The Haunting of Hill House&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt; [pubblicato in Italia da Adelphi con il titolo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 0, 204);"&gt;L’incubo di Hill House&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;], un vero classico del terrore, che riesce a far vivere al lettore la paura che provano i personaggi ancora prima che avvenga qualcosa. Qua la Jackson non è nota come meriterebbe, temo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Mi chiedevo se &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 0, 204);"&gt;La voce dentro&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt; voglia essere una riflessione sul conflitto tra il femminile e il maschile. Amanda sembra essere ostile alle autorità maschili. Il suo capo è la prima vittima, anche se solo verbalmente. Poi viene il marito. E l'edicolante sgarbato...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non ci ho pensato mentre lo scrivevo. Anche se, certamente, volevo che si accendesse un conflitto tra un particolare personaggio di sesso femminile e le figure autoritarie della sua vita, la maggioranza delle quali sono uomini. E' una differenza sottile ma importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Non dobbiamo quindi vedere Amanda come simbolo di qualche oscuro potere femminile? Il demone Naama lo è.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Spero di no! Sono rimasta divertita, ma anche sconcertata, da alcuni critici, i quali hanno visto il romanzo come una parabola femminista. Non penso che il senso del femminismo stia nell'uccidere uomini... E non prenderei Amanda come modello esemplare. Direi che possiamo fare meglio di così!&lt;br /&gt;Naama è quello che è, un demone-donna, con caratteristiche peculiarmente femminili, certo, ma non credo sia un simbolo delle donne. Sfortunatamente, ai nostri tempi è difficile parlare di un individuo, o un gruppo di individui, senza che la gente pensi che si sta parlando in generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Sembra che il demone costringa Amanda a vedere la realtà con più chiarezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In un certo modo è proprio quello che fa, perciò è così allettante per Amanda. Ma Naama, in realtà, le sta mostrando solo una sottile porzione della realtà – una sottile porzione diversa da quella che Amanda vedeva precedentemente, se capisci quel che voglio dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Riguardo al marito di Amanda, sembra l'uomo perfetto ma poi si rivela pieno di difetti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Amanda cerca di vedere solo il suo lato migliore. Ma Naama vuole che lei veda solo quello peggiore. Nessuno dei due è il vero. In fondo, non siamo tutti (e i nostri mariti) pieni di difetti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Forse il vero demone è l'ego? Amanda viene sedotta dalla possibilità di non preoccuparsi più di nessuno e di niente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sì. Penso che quando reprimiamo parti della nostra personalità, queste vengono fuori prima o poi sotto forme non gradevoli. Amanda cerca in tutti i modi di essere "buona", trascurando completamente le parti "non buone" della sua personalità, che divengono facile preda delle manipolazioni del demone.      &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;C'è qualche segnale che forse Amanda ha represso il suo lato più selvaggio, quello della sua vita prima del matrimonio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sì, decisamente, ed è parte del suo problema.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Un'ultima domanda sul resto dei tuoi lavori. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dope&lt;/span&gt; è un giallo. Cosa possiamo sapere del romanzo che stai scrivendo adesso?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non mi piace parlare dei lavori che ho in cantiere finché non ho ancora trovato un modo azzeccato per descriverlo. Ma posso dire che è quasi finito e lo mostrerò presto al mio agente!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-1886145901423395190?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/1886145901423395190/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=1886145901423395190' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/1886145901423395190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/1886145901423395190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/rivelazioni-sara-gran-una-giovane-donna.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-7749985710872091091</id><published>2007-01-23T02:50:00.001-08:00</published><updated>2007-01-23T07:30:57.271-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='intervista'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='M'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2006'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;RIVELAZIONI&lt;br /&gt;MARTINA COLE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Originaria dell’Essex, UK, Martina Cole è autrice di grande successo in patria e nel mondo: undici romanzi incentrati sul mondo criminale londinese, più di tre milioni di copie vendute globalmente, due libri – &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dangerous Lady&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Jump&lt;/span&gt; – adattati per la televisione. Storie forti di grande attualità, crudo realismo e trame coinvolgenti caratterizzano il suo stile peculiare. Editrice Nord ha avuto il merito di proporla al pubblico italiano per la prima volta, con il romanzo The Know, adattato con il titolo Io lo so: è la storia di una prostituta, Joanie, cui rapiscono e uccidono la figlia minore Kira, ragazzina graziosa e amata da tutti, segnata da un lieve ritardo mentale. Tra i personaggi pericolosi che popolano il mondo di Joanie, sarà suo figlio Jon Jon, giovane criminale in ascesa, a cercare vendetta per la sorellina.&lt;br /&gt;In occasione dell’uscita del romanzo, nello scorso marzo, abbiamo incontrato l’autrice, una persona brillante e molto generosa, che ci ha reso partecipi della sua poetica e della sua visione del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;La prima domanda sul suo romanzo, così appassionante e particolare, è di rito: come è arrivata a scrivere di ambienti così difficili, dominati dalla violenza, dalla droga, di temi così duri?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;È una domanda a cui ho dovuto rispondere molte volte, sì. Il motivo è che io provengo da ambienti simili a quelli che descrivo. Si scrive di quello che si conosce, e questo è il mondo che io conosco meglio. Si può dire che adesso c’è un certo interesse per come vive “l’altra metà del mondo”... per così dire. Fino a un po’ di tempo fa la gente era interessata alla vita dei ricchi, c’erano le serie tv come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dallas&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dinasty&lt;/span&gt;... o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dallasty&lt;/span&gt;, come le chiamavano. Oggi invece la gente vuole sapere anche come vivono gli altri strati della società, quelli che stanno nell’ombra. Vogliono comprendere questo mondo, sapere come mai una donna diventa una prostituta: non solo quello che fa ma perché lo fa e questo è ciò che interessa a me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;L’aspetto che più mi ha colpito è che non ci sono buoni o cattivi, ci sono sfumature nei codici morali che sono molto varie. A seconda del comportamento di un personaggio possiamo iniziare a pensare che sì, sia una persona abbastanza morale e onesta, ma poi possiamo cambiare idea. Non c’è nulla di scontato, di prefissato, e questo ovviamente fa pensare il lettore, lo fa ragionare, e può creare confusione. Mi chiedevo se questo aspetto le ha attirato delle critiche, dato che non a tutti piace doversi interrogare costantemente sulla moralità dei personaggi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quando è stato pubblicato il mio primo libro in Gran Bretagna nessuno sapeva cosa fare di me, non sapevano dove collocarmi nel mondo editoriale, e per molti anni sono stata ignorata, nonostante le mie vendite cominciassero a salire. Per qualche motivo non sapevano che fare di questa donna, bionda, priva di un’istruzione documentata... anche se io in realtà ho sempre letto molto. Per anni non ho risposto ai criteri di cosa deve essere un autore. Anno dopo anno, però, il mio successo è continuato e gli editori hanno iniziato a capirmi. Adesso vanno alla ricerca di una nuova Martina Cole da mettere nei loro cataloghi.&lt;br /&gt;Per me l’importante è scrivere delle situazioni della vita reale: ci sono molte situazioni nella vita in cui pensiamo che una persona sia in un modo, invece poi scopriamo che non è così. Basta chiedere a qualsiasi uomo o donna che abbia divorziato, per esempio. Io vado un passo più in là, mi metto ad analizzare e cercare di capire perché le cose vadano in un certo modo e perché le persone siano come sono, e le sorprese sono ovunque. Nel mondo degli affari, ma non solo: in qualsiasi campo e sfera della vita ci sono persone che non sono quello che sembrano.&lt;br /&gt;Penso che ciò che si apprezza dei miei libri è che non soltanto c’è una storia da seguire, ma emerge anche il modo in cui le persone vivono la propria vita. Cerco di mettere in luce le situazioni quotidiane, dal momento in cui una persona si alza la mattina e deve portare i figli a scuola fino a quando va a letto alla sera, osservando come riesce a gestire certe situazioni. Ci sono molte cose sbagliate che si fanno per motivi giusti e cose giuste che si fanno per motivi sbagliati, e questi sono aspetti su cui mi soffermo. Certo, il mondo è difficile, può essere spaventoso e può portare confusione nelle persone. Io cerco di scrivere di quelle parti della società che nella vita cerchiamo di ignorare, anche se sappiamo che non dovremmo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Ha mai subìto censura sui suoi romanzi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;No, in realtà no, e siamo molto fortunati in Inghilterra in questo senso. Soltanto, i miei libri non sono permessi in alcune carceri, in particolare in quelle di massima sicurezza, dove sono detenuti i molestatori sessuali e i pedofili. Questo mi fa molto piacere perché non vorrei che li leggessero comunque.&lt;br /&gt;Diciamo che in questo caso non è davvero censura, solo la constatazione che certi argomenti non sono adatti a certe persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Possiamo dire che i suoi sono romanzi sociali, la cui lettura ha una particolare utilità per le persone?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sì, qualcuno ha definito i miei libri una sorta di social commentary. Sul “Times Literary Supplement”, di recente, un recensore si è soffermato sulla terminologia usata nei miei romanzi, la lingua della strada, dicendo che forse tra cent’anni si discuterà di questo tipo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;slang&lt;/span&gt; e si cercherà di capire che cosa significasse esattamente. Proprio come oggi si discute della lingua di Shakespeare per capire cosa significassero le parole usate in quel modo, questo&lt;br /&gt;linguaggio sarà documento della nostra epoca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Ecco una curiosità che avevo: ci può fare qualche esempio di espressioni che noi, leggendo i suoi romanzi in traduzione, ci perderemo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nell’East London c’è il dialetto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cockney&lt;/span&gt;, che è basato soprattutto sulle rime: è un gergo astruso che è stato creato oltre cent’anni fa dai criminali come linguaggio segreto per non farsi comprendere da nessuno. Per esempio, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;rhythm and blues&lt;/span&gt; sta per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;shoes&lt;/span&gt;, scarpe, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;North and South&lt;/span&gt; sta per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mouth&lt;/span&gt;, bocca, e persino Brad Pitt è diventato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;shit&lt;/span&gt;!... Qualche tempo fa c’era un ministro di nome Edward Heath e aveva dei denti enormi, così il suo nome è diventato un eufemismo per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;teeth&lt;/span&gt;, denti. In UK c’è una soap opera molto popolare, Eastenders, i cui personaggi parlano il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cockney&lt;/span&gt;... e sono quasi tutti criminali. Gli Eastenders sono gente molto “avanti”, tutto quello che conoscono viene descritto con questo colorito linguaggio, e ciò che ne risulta è una visione molto acuta della realtà. Un altro esempio... per dire soldi si dice &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bread&lt;/span&gt;, pane. Ricordo che una volta, da giovane, vidi una enorme scritta su un muro che diceva “La vita è come un enorme sandwich di merda: più pane – denaro – c’è, meno senti il sapore della merda”. Questa frase mi ha colpito molto! Ma non mettetelo nell’intervista, i lettori potrebbero essere troppo sconvolti. [I nostri lettori sicuramente saranno abbastanza forti. NdR].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;La storia di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Know&lt;/span&gt; mi ha fatto pensare a un romanzo molto famoso, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mystic River&lt;/span&gt; di Dennis Lehane.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono molto contenta di questo paragone, anche se il mio libro in UK è uscito prima. Pensando al film che Clint Eastwood ha tratto da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mystic River&lt;/span&gt;, mi sovviene un film recente che mi è piaciuto molto, in cui lo stesso Kevin Bacon interpreta splendidamente un pedofilo [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Woodsman - Il segreto&lt;/span&gt;]. È molto interessante vedere un personaggio che non vuole essere quello che è e osservare le cose dal suo punto di vista: qual è la sua vita, cosa significa per lui questa condizione. Io ho voluto raccontare la storia dal punto di vista di una persona come Joanie, la protagonista, a cui rapiscono la figlia non certo allo scopo di un riscatto, che non potrebbe neanche pagare. Inavvertitamente, tutti i personaggi sono coinvolti in qualche modo in quello che succede e contribuiscono a far sì che ciò si verifichi.&lt;br /&gt;È una cosa che succede in continuazione nel mondo: pensiamo a chi vende cocaina per la strada e a chi la compra, usandola come una droga sociale: in realtà non si rende conto di quello che avviene in Colombia, dove interi villaggi vengono distrutti per coltivare la cocaina. Questo, in una scala più ridotta, è quello che ho voluto raccontare nel mio romanzo: come tutti noi possiamo essere coinvolti nel causare dei disastri senza rendercene conto, perché non vediamo il quadro complessivo, chiusi come siamo nel nostro microcosmo. È una cosa in cui credo molto: è fondamentale che ognuno si occupi di quello che gli succede vicino, poiché da una piccola cosa può nascerne una grossa. Molti pensano che i piccoli gesti che compiono sono per forza innocui, ma è con quei mattoncini che si costruisce il muro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Nel prologo sappiamo immediatamente che la piccola Kira è stata rapita e uccisa...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sì, fin dal mio primo libro questo è il mio modo di raccontare la storia: si sa dall’inizio che cosa succede, a differenza di altri scrittori che trascinano il lettore nella vicenda poco per volta. Io non voglio che il lettore si ricordi che una bambina è stata rapita e uccisa, voglio che si ricordi del personaggio, che lo conosca poco per volta e arrivi ad amarlo veramente: questa è la cosa che mi importa. Qualcuno mi ha anche detto: perché non l’hai tenuta in vita? Ma è così che avviene nella vita reale. Non sempre c’è il lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Quali sono le sue letture preferite, le sue influenze?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quando sto scrivendo non leggo mai libri nuovi, ma cose completamente diverse dai romanzi. Conta molto ciò che ho letto sui giornali o un’espressione sentita da una persona. Molte volte mi viene in mente la figura di un personaggio e poi decido che cosa fargli fare. Scrivere un romanzo è un po’ come giocare a fare Dio, puoi fargli accadere quello che vuoi, renderlo felice oppure no. In genere sono più attratta dagli eventi tristi e tragici, soprattutto quelli che potrebbero essere evitati, e dalle condizioni difficili, di povertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Lei è ottimista o pessimista sullo stato della società?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A volte sono ottimista, a volte pessimista. Diciamo che sono un’ottimista con una vena di realismo. Cerco di guardare sempre al lato positivo delle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Always look on the bright side of life...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sì, come cantano in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Brian di Nazareth&lt;/span&gt; dei Monty Python! Mi viene in mente una mia amica molto religiosa a cui il figlio, per farle uno scherzo, ha messo il DVD di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Brian&lt;/span&gt; nella custodia di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La passione di Cristo&lt;/span&gt;...&lt;br /&gt;Ai miei personaggi succedono cose che schiacciano l’ottimismo, ma la cosa importante da considerare nella vita, secondo me, è che la felicità è uno stato d’animo. Molte persone ne vanno alla ricerca tutta la vita senza rendersi conto che in realtà è sempre stata lì vicino. Questo avviene anche perché la nostra società, con le pubblicità per esempio, ci bombarda di messaggi su cosa dobbiamo avere e fare per essere felici, mentre spesso lo siamo veramente quando facciamo le cose più semplici con le persone che amiamo. Io nella mia vita ho avuto un grande successo, ho ottenuto molto, ma ho perso i miei genitori quando avevo ventuno anni e non ho mai avuto modo di apprezzarli perché ero troppo giovane... A quell’età non si capiscono e apprezzano davvero i propri genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Quali altri libri consiglierebbe a chi ha amato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Io lo so&lt;/span&gt;?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Direi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Faceless&lt;/span&gt;, la cui protagonista, Marie Carter, esce di prigione dopo dodici anni. È stata incarcerata per avere ucciso due amiche in modo molto stupido, in preda all’alcool, quando era molto giovane. Quando noi la conosciamo, appena uscita di prigione, è diventata una persona diversa, quella che sarebbe potuta diventare se fosse nata e cresciuta in un altro ambiente. Negli anni di detenzione non ha avuto visitatori, né amici né familiari; quando torna in libertà va a cercare le sue due figlie e si ricostruisce una vita, cercando di non ricadere negli stessi errori. Trova le figlie e scopre che una sta riprecorrendo le sue stesse orme. Noi scopriamo attraverso gli occhi della madre, che osserva la vita della figlia, come era stata la sua stessa vita da giovane. È un libro molto forte, che in Inghilterra i genitori consigliano alle figlie per metterle in guardia dai pericoli che corrono. Un’altra cosa interessante è che la figlia di Marie ha una figlia a sua volta, e le due donne cercano di interrompere questo ciclo. Come tutti i miei libri, anche questo non è per i deboli di cuore. Ha comunque un finale semi-lieto.&lt;br /&gt;Tutti i miei libri parlano di questioni con forte carica emotiva. Un altro è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Two Women&lt;/span&gt; e parla di violenze domestiche, di come una donna arrivi ad ammazzare il marito. In seguito alla pubblicazione di questo libro sono stata coinvolta nel finanziamento di case di accoglienza per chi ha subìto violenze simili.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-7749985710872091091?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/7749985710872091091/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=7749985710872091091' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7749985710872091091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7749985710872091091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/rivelazioni-martina-cole-originaria.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-6109025781713062738</id><published>2007-01-23T02:42:00.000-08:00</published><updated>2007-01-23T02:45:51.841-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='intervista'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='M'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2005'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;CHARLOTTE LINK:&lt;br /&gt;LA CRISI NELL’ESISTENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Charlotte Link è un’autrice tra le più amate e seguite in Germania: a quarantadue anni vanta già una nutrita produzione di best-seller e una schiera di lettori appassionati. Se in Italia è conosciuta per i suoi avvincenti mystery, le sue origini come scrittrice sono però da ricercare nel romanzo storico, genere in cui si cimentò per la prima volta a soli sedici anni. È nel 1997, dopo la conclusione di una trilogia ambientata nella Germania dell’Ottocento, che avviene la svolta, con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La casa delle sorelle&lt;/span&gt;. Una svolta che investe non solo il piano cronologico, ma anche le coordinate di ambientazione e di genere: è infatti il primo romanzo in cui la Link affronta il tempo presente, un’ambientazione “esotica” come l’Inghilterra, e il mystery. Il romanzo ha un successo notevole in patria, bissato dalla buona accoglienza nel nostro paese, e apre le porte ai romanzi che verranno: gialli atipici, il cui interesse principale risiede nelle dinamiche psicologiche dei personaggi, persone comuni alle prese con amori,relazioni fallite, tradimenti e, naturalmente, con il proprio lato oscuro. Tra i successi dell’autrice, ricordiamo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La donna delle rose&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’uomo che amava troppo&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alla fine del silenzio&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ho incontrato Charlotte Link all’Hotel Manin di Milano, in occasione della presentazione italiana del suo ultimo lavoro, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La doppia vita&lt;/span&gt;, alle soglie dell’estate di quest’anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;L’aspetto più notevole de &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;La doppia vita&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt; è che tutti i (molti) personaggi hanno situazioni difficili da affrontare nella vita di relazione. L’intreccio giallo si innesta su una trama realistica di vita vissuta. Sia gli uomini che le donne hanno dei problemi con i rispettivi partner, amanti, o con l’assenza di essi. Si va dalla normalità, all’eccezionalità al puramente patologico, come nel caso della donna sfigurata dall’acne. Quello che colpisce alla fine del romanzo è che, in ogni caso, le vite di tutti subiscono uno stravolgimento, e non è detto che questo sia sempre senza lati positivi. Perché dunque l’attenzione per questo tipo di evoluzione della coppia, nonché della vita delle persone in generale?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Cerco sempre di mettere i miei personaggi in una situazione generale di crisi, crisi che può essere nella coppia, nel lavoro, o dovuta a una malattia; si tratta comunque di un momento specifico che fa vacillare la vita dai suoi normali binari, e in cui i meccanismi di difesa vengono meno, non funzionano più. È qua, dunque, che lo scrittore si inserisce per trovare il cuore dei personaggi. Il momento di crisi mette in luce non solo le nostre debolezze, ma anche, in qualche modo, consente una certa libertà, ed è per questo che rappresenta sempre un evento molto interessante da analizzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;A quanto pare molti elementi delle sue storie si riallacciano al romanzo ottocentesco: il legame con il passato, i segreti che riaffiorano, i rapporti umani burrascosi, le passioni, le ambientazioni esotiche e piene di atmosfera, prima l’Inghilterra, poi la Francia. Si sente in qualche modo legata a una tradizione un po’ rétro che prende le mosse da quella letteratura, dal romanzo di genere, dal gotico? Quali sono le sue letture preferite e le maggiori influenze?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sì, direi che ho un modo molto conservatore di scrivere e penso di essere prossima alla tradizione letteraria del Diciannovesimo secolo. Leggo soprattutto letteratura britannica, thriller, romanzi in genere ma ancora di più mi dedico alla lettura della narrativa scandinava, che da noi è diventata molto popolare in questi ultimi anni. Questo di sicuro ha influenzato il mio modo di scrivere. Ho sempre però una vera passione per le biografie storiche, ne leggo molte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Lei è partita dal romanzo puramente storico per poi scriverne tanti che svelavano un legame, nello sviluppo della storia, tra alcuni avvenimenti passati e il presente. Ora è approdata a un romanzo che è ambientato interamente ai giorni nostri e in cui non prende più in considerazione periodi passati. Vorrei sapere se c’è un’epoca in cui si sente maggiormente a suo agio come scrittrice.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Adesso come adesso, preferisco decisamente le storie che si svolgono nella nostra epoca, mentre all’inizio scrivevo soltanto romanzi storici, ambientati prevalentemente nel Seicento e Settecento europei. Credo tuttavia che potrei cambiare ancora, tornando al romanzo storico, ma a un certo punto ho preferito cambiare per non rimanere incollata a quel genere, ho deciso di virare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Come viene percepito il romanzo giallo nel suo paese, la Germania? Viene ancora relegato alla letteratura minore o gode di un certo prestigio “letterario”? Com’è il rapporto con i suoi lettori in quanto autrice di gialli?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Direi che in Germania il thriller va per la maggiore, è molto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;trendy&lt;/span&gt;, non solo fa tendenza ma attira un pubblico davvero vastissimo. Per quanto riguarda il mio personale rapporto con i lettori, è un rapporto che si è consolidato nel tempo, fin da quando scrivevo i romanzi storici. Adesso sono arrivata al punto che non mi chiedono più il romanzo storico, ma accettano quello che io decido di scrivere, indipendentemente dal genere. Il mio contatto con il pubblico si svolge anche in maniera epistolare e questo mi consente di mantenere un rapporto diretto e intenso con i miei lettori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[La mia prima intervista, e si vede: domande troppo verbose!]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-6109025781713062738?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/6109025781713062738/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=6109025781713062738' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6109025781713062738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6109025781713062738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/charlotte-link-la-crisi-nellesistenza.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3634859454941190842</id><published>2007-01-23T02:39:00.000-08:00</published><updated>2007-01-23T02:41:14.602-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='M'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2005'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Simone Greco&lt;br /&gt;Fra' Diavolo. L'estetica della guerriglia&lt;br /&gt;Bevivino, 10 euro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La figura leggendaria di Fra' Diavolo mi è nota da ben prima che potessi sentire il suo nome in una lezione di storia: ricordo mio nonno, anni fa, raccontarmi delle imprese del brigante suo compaesano. Entrambi erano originari di Itri, e non solo: i Cardi, miei avi, erano una delle famiglie presso cui Fra' Diavolo era solito radunarsi con i suoi uomini.&lt;br /&gt;Ha attraversato ormai due secoli la fama di Michele Pezza, diventato quasi per caso un assassino, e per vocazione guerrigliero in difesa dei regnanti Borboni contro l'invasore francese, dalle soglie del XIX secolo in poi, per sette, gloriosi anni. Non sembra mai venir meno il piacere della narrazione, di raccontare e far rivivere fatti vissuti, e poco importa se sono distorti dalla leggenda: è pur sempre un modo per gli esseri umani di parlare di se stessi e di ciò che sta loro a cuore.&lt;br /&gt;È questo piacere che anima la collana di originale concezione "Wanted", in cui l'editore Bevivino raccoglie storie che provengono dall'immaginario collettivo, nate di recente (come le imprese della banda della Uno bianca raccontate nel primo volume pubblicato – cfr. "M- Rivista del Mistero" n. 15), oppure risalenti a epoche lontane come quella del brigante di Itri. A corredare la narrazione è l'illustrazione a fumetti di uno degli episodi più coloriti del racconto. Simone Greco, autore di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fra' Diavolo&lt;/span&gt;, si basa su una ricca documentazione, ma il suo libro è lontano dall'essere un saggio, e contemporaneamente prende le distanze dall'aneddotica pura. In un volume di agile lettura, poco più di cento pagine, tratteggia un ritratto appassionante di Michele Pezza come uomo e come incarnazione di valori sociali e politici. Il suo fascino del male gli derivava dal rappresentare ciò che né l'inefficiente re di Napoli né il popolo mediocre avrebbero potuto mai sognare di essere: un eroe disposto al sacrificio di sé per la difesa della propria terra, una personalità sanguigna e determinata, del cui carisma erano prova sia il grande seguito ottenuto nelle campagne, dove egli raccoglieva le proprie squadre di guerriglieri, sia l'aura quasi soprannaturale che circondava la sua figura. Un uomo pronto a punire i francesi per il loro ateismo, sebbene con metodi molto distanti da qualsiasi etica cristiana...&lt;br /&gt;Il popolo, quel popolo che Fra' Diavolo, a fasi alterne acclamato e abbandonato, disprezzava in quanto "si piegava a ogni soffio del vento", sembra essere il vero narratore del racconto. All'asciuttezza del cronachista, Greco riesce a unire una particolare cadenza che riproduce, con le sue espressioni desuete o colloquiali e le sue ripetizioni, la voce di chi delle imprese del brigante fu testimone diretto o, più spesso, per sentito dire. Come un moderno cantastorie.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3634859454941190842?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3634859454941190842/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3634859454941190842' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3634859454941190842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3634859454941190842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/simone-greco-fra-diavolo.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-602451556595852494</id><published>2007-01-23T02:36:00.000-08:00</published><updated>2007-01-23T02:37:23.723-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='M'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2006'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Paola Barbato&lt;br /&gt;Bilico&lt;br /&gt;Rizzoli euro 17,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Thriller di ambientazione americana con c0mplessi di inferiorità rispetto a quelli “veri”. Storie di polizia bonaria all’italiana, disturbanti come una pizza margherita. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bilico&lt;/span&gt;, per fortuna, è distante anni luce dagli uni e dalle altre. Nello sconvolgente romanzo d’esordio della Barbato, già sceneggiatrice di Dylan Dog, l’anatomo-patologa e psichiatra Giuditta Licari indaga su un efferato serial killer che apparentemente sceglie le sue vittime a caso. Nessuno è all’altezza della genialità della dottoressa, personalità dominata da una profonda curiosità verso gli altri esseri umani, eppure gelida nel suo distacco analitico. Nessuno ne è all’altezza tranne l’assassino, che ingaggia una lotta a distanza con Giuditta, riuscendo a coinvolgerla anche sul piano personale.&lt;br /&gt;L’autrice prende dichiaratamente le distanze dalle eroine belle e idealizzate delle serie televisive statunitensi: la sua protagonista è una donna dall’aspetto scialbo, preparatissima e metodica, che gli altri giudicano solida e prevedibile. È la sua vita privata a rivelarsi, ma solo al lettore, piena di ombre. La Barbato snobba altresì le soluzioni di comodo dei “romanzacci di serie B” e costruisce un elaborato marchingegno narrativo davvero sorprendente, che non lascia scampo al lettore e, seducendolo con le lusinghe di una storia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;larger than life&lt;/span&gt;, lo coinvolge in situazioni agghiaccianti che lasciano un retrogusto amaro di reale.  La sua forza sta nel non arretrare mai davanti agli eccessi del male. Alla domanda “chi sono i mostri?” risponde tratteggiando un’umanità di varia natura ma tutta ugualmente ambigua: nessuno si salva.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bilico&lt;/span&gt;, come le migliori storie “nere”, indaga il lato non solo oscuro, ma inconoscibile dell’animo umano, in cui albergano impulsi e desideri insieme a qualcosa di più inquietante ancora: il nulla.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-602451556595852494?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/602451556595852494/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=602451556595852494' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/602451556595852494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/602451556595852494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/paola-barbato-bilico-rizzoli-euro-1700.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3506578401522224790</id><published>2007-01-22T13:49:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:53:57.717-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2006'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stephen King&lt;br /&gt;La storia di Lisey&lt;br /&gt;traduzione di Tullio Dobner&lt;br /&gt;Sperling &amp; Kupfer&lt;br /&gt;pagg 620, € 18,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La storia di Lisey&lt;/span&gt; è, nella ormai sterminata produzione kinghiana, un’opera di conferme: chi ama lo scrittore del Maine vi ritroverà alcune delle sue tematiche fondanti; chi è convinto che il suo maggior pregio stia nell’umanità dei personaggi ancora prima che nelle invenzioni orrorifiche  leggerà il romanzo con piacere, e chi l’ha sempre criticato per i suoi eccessi sarà ugualmente accontentato.&lt;br /&gt;Nonostante lo stesso King sottolinei al lettore che la protagonista, moglie di un autore di best-seller deceduto, Scott Landon, non è un alter ego di Tabitha, la propria consorte, è impossibile non leggere la storia come un affettuoso omaggio alla donna che da anni vive all’ombra dello Scrittore Venerato e il cui ruolo nella sua vicenda personale è invisibile al lettore. In &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lisey&lt;/span&gt; compare anche, come già in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Misery&lt;/span&gt;, il tipico fan la cui adorazione sconfina nel delirio, ed è il motore della storia, in uno spunto peraltro un po’ pretestuoso. Il tema portante del romanzo è proprio la follia, che prende varie forme: il demone radicato nella storia familiare di Scott, l’alienazione di Amanda, sorella di Lisey, il fanatismo e il feticismo intellettuale. Alla scrittura, e all’amore, viene attribuito l’unico potere salvifico in grado di contrastarla.&lt;br /&gt;Come nel più classico King, il lato oscuro si materializza, stavolta non in una metà oscura, ma in un intero mondo parallelo che è il rifugio, non solo metaforico ma addirittura fisico e tangibile, di Scott. Un luogo di grande bellezza ma che, in quanto proiezione della mente, diventa pericoloso quando cala il buio... Qui Lisey dovrà seguire le tracce lasciate dal marito defunto per scrivere l’ultima parola della propria storia.&lt;br /&gt;L’eccesso tipico di King rende imperfetto il romanzo, che non manca di tempi morti e che spesso sfiora il kitsch (il ricorrente linguaggio privato di Scott e Lisey risulta imbarazzante). Ma è un eccesso che deriva dalla generosità dello scrittore, il quale nei romanzi dà, e non è un luogo comune, tutto se stesso, rendendoci voyeur di un processo creativo che  consente reinterpretazioni ma non finzioni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3506578401522224790?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3506578401522224790/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3506578401522224790' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3506578401522224790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3506578401522224790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/stephen-king-la-storia-di-lisey.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-4894521671955572556</id><published>2007-01-22T13:48:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:49:38.411-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2006'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mitch Cullin&lt;br /&gt;Tideland&lt;br /&gt;traduzione di Stefano Tummolini&lt;br /&gt;Fazi&lt;br /&gt;pagine 234, euro 14,50&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si fatica a capire che cosa abbia colpito Terry Gilliam di questo formidabile romanzo dello statunitense Cullin tanto da trarne il suo ultimo film: il visionario regista fu-Monty Python abbraccia da sempre una poetica del mondo filtrata da occhi infantili e visioni iperboliche e orrorifiche. Occhi e visioni che, lungi dall’edulcorare la realtà, la reinterpretano con nuove chiavi di lettura.&lt;br /&gt;La realtà narrata in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tideland&lt;/span&gt; è più che tetra: Jeliza-Rose, undicenne figlia di una rockstar in declino, si trova sola, dopo la morte per overdose di entrambi i genitori, in una casa colonica in mezzo ai campi di grano del Texas. In attesa di un impossibile risveglio del padre, la piccola vaga per i dintorni insieme alle sue uniche amiche, delle teste di bambola cui dà voce e personalità, e fa la conoscenza di due personaggi inquietanti, un’apicultrice che lei crede una strega – e gli eventi sembreranno darle ragione – e suo fratello ritardato, con cui scambia i primi baci. “Tideland” è il regno delle maree, il mondo sottomarino dove Jeliza-Rose e il ragazzo, Dell, trovano rifugio da una realtà che li schiaccia e nega loro un’affettività vera. Un mondo capovolto, come lo scuolabus rovesciato dove la ragazzina immagina le voci di compagni di scuola che non ha mai avuto.&lt;br /&gt;La scrittura visionaria e vivida di Cullin, che narrando in prima persona dà vita a una Jeliza-Rose iperrealista, non risparmia al lettore nessun orrore né invenzione allucinante, in una favola più che mai oscura e opprimente. Ma a dominare su tutto è una profonda, straziante tristezza. Solo un evento eclatante e catartico, forse, potrà infine aprire uno spiraglio nella vita della ragazzina, una breccia che la potrà portare alla consapevolezza della realtà e alla maturità.&lt;br /&gt;Adesso attendiamo solo di vedere la trasposizione filmica di Gilliam che, penalizzata dalla distribuzione, non ha ancora una data di uscita ufficiale in Italia. [aggiornamento: aprile 2007 :-)]&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-4894521671955572556?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/4894521671955572556/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=4894521671955572556' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/4894521671955572556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/4894521671955572556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/mitch-cullin-tideland-traduzione-di.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-5186371604383928653</id><published>2007-01-22T13:47:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:48:13.512-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2006'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Monica Ali&lt;br /&gt;Alentejo blu&lt;br /&gt;Pagg. 255, EURO 15,00&lt;br /&gt;Tropea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mamarrosa è un villaggio del Portogallo di quelli che si definiscono “fermi nel tempo”. In &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alentejo blu&lt;/span&gt;, secondo romanzo di Monica Ali dopo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sette mari e tredici fiumi&lt;/span&gt;, esso è teatro dei tormenti esistenziali di personaggi diversi, separati da età, provenienza, esperienze. Dalla giovane Teresa, desiderosa di cambiare vita a Londra, ai locali, depositari della memoria storica del posto, alla coppia di turisti in crisi prima del matrimonio, fino alla famiglia disfunzionale inglese e allo scrittore straniero in cerca di nuova ispirazione, tutti lottano per uscire da una situazione di stasi che sembra di respirare attraverso l’aria del posto. Gli abitanti del villaggio attendono il ritorno di Marco Alfonso Rodrigues, una figura mitizzata, che ha lasciato Mamarrosa da anni e si dice abbia fatto fortuna. Il suo arrivo coincide con una festa che riunirà per un po’ tutti i protagonisti e le loro storie: una conclusione non risolutiva, una mancata catarsi, un anti-climax. Di Marco Afonso non si saprà molto più di prima e la funzione del suo personaggio appare debole e poco  chiara.&lt;br /&gt;All’inizio del romanzo, con l’evocazione degli orrori della dittatura di Salazar, fa capolino la Storia con la S maiuscola, ma diventa ben presto chiaro che il vero interesse dell’autrice è rivolto alle storie individuali, ognuna con il proprio carico di ennui, con il proprio fardello sulle spalle. Monica Ali è un’attenta osservatrice: i suoi personaggi ingaggiano dialoghi dal sapore di vita vissuta, e di ciascuno coglie peculiarità e tic. E’ una scrittura precisa, colta, ma eccessivamente auto-consapevole e distaccata, che stenta a coinvolgere davvero il lettore. Molte sono le frasi tagliate come aforismi, che suscitano ammirazione per il loro acume, molte le ellissi utilizzate ad arte, con pudore. Un dipinto vivido ma che non resta nel profondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-5186371604383928653?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/5186371604383928653/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=5186371604383928653' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5186371604383928653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5186371604383928653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/monica-ali-alentejo-blu-pagg.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-7761843590081816091</id><published>2007-01-22T13:46:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:47:07.427-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2006'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sara Gran&lt;br /&gt;La voce dentro&lt;br /&gt;trad. Eva Kampmann&lt;br /&gt;pagg 168&lt;br /&gt;Longanesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amanda è un giovane architetto in ascesa, sposata a un uomo bello e fine che le dà la stabilità che le mancava. Ha coronato il suo sogno personale di farsi la casa su misura: un loft in un palazzo centenario e semi-deserto, che ha comprato a poco prezzo e ristrutturato con zelo. È lì che inizia a frantumarsi il sogno di questa vita perfetta e promettente, quando lei e il marito vengono perseguitati da un ticchettio che risuona per tutto l’appartamento. Da lì in poi, le stranezze si moltiplicano e per Amanda comincia un personale incubo senza via d’uscita. Voci interiori mai udite prima, sogni troppo realistici, strani incontri e coincidenze, e libri sulla possessione demoniaca che apparentemente per caso si materializzano davanti a lei... Amanda viene spinta alla dissolutezza e al male.  Potrebbe – e vorrebbe– essere pazza, ma la spiegazione peggiore sembra anche la più plausibile. La mitica seconda sposa di Adamo, Naama, sembra essersi incarnata in lei.&lt;br /&gt;Fin dalla prima pagina, il demone si manifesta come la parte più istintiva e non repressa di Amanda, incurante di formalità, istituzioni e convenzioni sociali e interessata solo a soddisfare i propri impulsi. Crolla inesorabile anche la visione che la donna ha del marito, di cui inizia a vedere con amara lucidità difetti e comportamenti irritanti. In lei si innesca una lotta tra la sua personalità di sempre e la bestialità di Naama, che le promette un immenso potere in cambio di un legame perverso e inscindibile, e che rappresenta la forza di una femminilità minacciosa.&lt;br /&gt;Sara Gran, autrice statunitense appassionata di testi rari sull’occulto, imbastisce una storia che cattura da subito, inesorabile e credibile, che sembra appartenere più al campo del disturbante psicologico che del gotico, nonostante la sua impostazione la riconduca allo stesso genere di un classico come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rosemary’s Baby&lt;/span&gt; – e in questa discendenza troppo diretta sta forse l’unica pecca del romanzo. Resta impressa, insieme al tour de force narrativo, la formidabile immagine dell’amica immaginaria dell’Amanda bambina.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-7761843590081816091?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/7761843590081816091/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=7761843590081816091' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7761843590081816091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7761843590081816091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/sara-gran-la-voce-dentro-trad.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-878761835722406436</id><published>2007-01-22T13:44:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:45:59.798-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2006'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Kenneth J. Harvey&lt;br /&gt;La città che dimenticò di respirare&lt;br /&gt;Einaudi, pp. 529&lt;br /&gt;€ 11,55&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qualche decennio, nel mondo arido e frettoloso in cui viviamo, la ricerca di un senso innato alle cose prende  strade diverse. Nel campo della letteratura tocca al genere fantastico incaricarsi di recuperare quel senso del magico che sembra essere perduto, e che è all’origine dell’attività stessa del raccontare, allo scopo di dare un significato, anche irrazionale, agli eventi.&lt;br /&gt;Il romanzo del canadese Harvey si inserisce nel filone paranormale che ha reso celebri scrittori come il nipponico Koji Suzuki, autore di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ring&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dark Water&lt;/span&gt;, con relativi adattamenti al cinema. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La città... &lt;/span&gt;presenta componenti comuni: la forza degli elementi, il diffondersi di un male oscuro, la sensibilità dei bambini e delle anime semplici, il passato che ritorna.&lt;br /&gt;Esso narra di una strana sindrome respiratoria che improvvisamente coglie gli abitanti di un piccolo villaggio dell’isola di Terranova. Joseph, padre separato, e la figlioletta Robin, che vi trascorrono le vacanze estive, fanno strani incontri, mentre la bambina realizza disegni premonitori di eventi inquietanti. Calamari giganti e squali albini compaiono dal mare, insieme a una serie di cadaveri di persone annegate da anni, se non da secoli. Oltre al respiro, le persone colpite sembrano perdere il senso della propria identità. Ci si rende conto che le cose vanno male da quando il villaggio non vive più della pesca del merluzzo e, invece, la tecnologia ha iniziato a predominare nella vita dei suoi abitanti.&lt;br /&gt;Alla fine del romanzo appare chiaro che il messaggio, non certo nuovo, sia proprio questo: perdere contatto con la natura, nonché con la propria natura di uomini, rende fragili le persone distaccandole dalle proprie radici e dai sentimenti più veri. La storia, all’inizio intrigante, si perde poi tra troppi spaventi, stupori e metafore, lasciando l’impressione che l’autore abbia voluto strafare senza riuscire a dare vita a quell’afflato meraviglioso e magico che evidentemente ricercava.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-878761835722406436?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/878761835722406436/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=878761835722406436' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/878761835722406436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/878761835722406436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/kenneth-j.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-8635199100119732638</id><published>2007-01-22T13:43:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:44:31.118-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2006'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Kazuo Ishiguro&lt;br /&gt;Non lasciarmi&lt;br /&gt;Einaudi, pp. 291&lt;br /&gt;€ 17,50&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kathy, Tommy e Ruth: memorie di un’infanzia passata insieme. Un collegio esclusivo, prati verdi, bullismo e amicizia, tradizioni e autorità, sogni e speranze. Sembrerebbe un racconto di formazione di stampo inglese come altri, ma è qualcosa di nettamente diverso: quasi una storia di corpi alieni trapiantati nella società. Kazuo Ishiguro non è nuovo a storie crudeli e struggenti, come il suo celebre &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quel che resta del giorno&lt;/span&gt;, ma in questo magnifico romanzo trova un modo originale di raccontare la ricerca di una identità e di un futuro, e al contempo l’impossibilità della speranza. Il suo tono è segnato dal peggior tipo di nostalgia possibile:  quella che si prova per ciò che non si è mai avuto.&lt;br /&gt;Ishiguro si insinua nel solco della tradizione intimista inglese, con un passo deliberatamente cauto, in apparenza lieve. Assume il punto di vista di chi è dentro le mura di una speciale prigione dorata e molto gradualmente fornisce gli indizi per costruire il quadro complessivo: questa è la sua crudeltà di autore, che non lascia scampo né ai suoi personaggi, né al lettore che segue le loro vicende e ne rimane avvinto. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non lasciarmi&lt;/span&gt; (un titolo perfettamente vago e neutro che non indica la collocazione del libro in un genere) racconta vite che sono in realtà soltanto una collezione di attimi concessi pietosamente da dèi imperfetti.&lt;br /&gt;E’ la storia di un destino impietoso e da cui non ci si può ribellare. Ma perché? Se conoscere la verità equivale a poter scegliere, perché i protagonisti sembrano rinunciare a questa libertà? Questo, al di là del percorso di indizi e false piste, è il vero  mistero del romanzo, di questi personaggi così dolorosamente simili a noi e nello stesso tempo non veramente conoscibili. Torna alla memoria Mr Stevens, il maggiordomo del più celebre libro di Ishiguro sopra menzionato, con la sua dedizione apparentemente cieca...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-8635199100119732638?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/8635199100119732638/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=8635199100119732638' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/8635199100119732638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/8635199100119732638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/kazuo-ishiguro-non-lasciarmi-einaudi-pp.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-1681066155983751563</id><published>2007-01-22T13:40:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:43:15.563-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2006'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Octavia E. Butler&lt;br /&gt;La parabola del seminatore&lt;br /&gt;EURO 16,00, 344 p.&lt;br /&gt;Fanucci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ambientato nel futuro prossimo in una California segnata dal degrado di uomini e strutture, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La parabola del seminatore&lt;/span&gt; è il diario della giovane Lauren, figlia di un predicatore che vive in una enclave protetta dagli assalti di poveri disperati e di drogati piromani. Dotata di una sindrome di iper-empatia che la porta a condividere il dolore altrui, la ragazza studia il modo per andarsene dal suo microcosmo precariamente protetto e dalle riflessioni che ha raccolto in anni trae gli spunti per fondare una nuova religione, detta Il Seme della Terra.&lt;br /&gt;Si tratta di un romanzo di fantascienza anomalo, che parla di scenari amaramente plausibili, in cui un eccesso di protezione rappresenta l'unico modo di sopravvivere e, al contempo, la negazione dell'umanità e della libertà individuale. L'essere umano, spogliato delle sovrastrutture solite, si mostra senza maschera: al suo peggio, isolato dai suoi simili e capace di bestialità, o al suo meglio, potenzialmente invincibile quando è portato a riscoprire la solidarietà e l ingegno.&lt;br /&gt;Lontano dalle vaghezze New Age, il Seme della Terra è più una filosofia che una religione, poiché non contempla dèi o entità soprannaturali più grandi di noi: "Dio" è l'idea del cambiamento e del plasmare la propria realtà giorno per giorno. Per Lauren non c'è distinzione tra questioni pratiche ed elevazione spirituale, con un pragmatismo molto americano (e in odore di zen). Dalle ceneri di una società che va letteralmente in fumo (è forte nel romanzo la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;imagery&lt;/span&gt; legata agli elementi, come al paesaggio) potrà sorgerne una nuova e più solida. Crolla anche la struttura consumistica, al centro di tutto è di nuovo l'uomo, mentre gli oggetti ritornano a essere meri strumenti con una funzione.&lt;br /&gt;Un romanzo non del tutto originale e a tratti didascalico, ma affascinante e appassionante, da una signora della fantascienza statunitense.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-1681066155983751563?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/1681066155983751563/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=1681066155983751563' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/1681066155983751563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/1681066155983751563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/octavia-e.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3548845482965314501</id><published>2007-01-22T13:39:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:40:11.163-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2005'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;JOYCE CAROL OATES&lt;br /&gt;Storie americane&lt;br /&gt;Tropea, pp. 512, €18&lt;br /&gt;Traduzione di Lucia Fochi e Isabella Zani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una straordinaria pubblicazione, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Storie americane&lt;/span&gt;: un'occasione per il lettore di scoprire una scrittrice tra le migliori contemporanee in una delle forme che le sono più congeniali. Nota per i suoi romanzi-fiume, Joyce Carol Oates nasce però come autrice di racconti (ammontano a circa quattrocento) in cui si è allenata a tratteggiare minuziosi ritratti psicologici, femminili ma non solo, immergendoli in un contesto sociale e storico che fa da sfondo alle storie e ne è insieme protagonista. Racconti incentrati su dettagli illuminanti e momenti rivelatori, con uno stile che ha da insegnare a chiunque voglia imparare a scrivere narrativa.&lt;br /&gt;Si tratta di un'opera preziosa in quanto la Oates ne è sia autrice che editor: i brani sono stati da lei stessa selezionati per rappresentare i suoi primi vent'anni di produzione (negli anni Sessanta e Settanta) nonché una sorta di autobiografia letteraria. Sono ventisette storie di grande freschezza e insieme già cariche del mistero e della tensione che animano i suoi libri successivi. Emerge con chiarezza come sia fondante il tema della violenza: violenza come manifestazione esteriore delle passioni e pulsioni umane, del lato oscuro che soggiace alla personalità di ogni essere umano. La violenza è inestricabile dal sentimento amoroso (e ben due racconti hanno nel titolo "amore" e "morte" insieme) e dai giochi di potere in corso tra uomini e donne, ed è fisica e palpabile nei racconti che esplorano questioni razziali.&lt;br /&gt;Protagonisti di buona parte delle storie sono volti e corpi di giovani donne (come sarà poi in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foxfire&lt;/span&gt;, romanzo su una gang di ragazze): la femminilità e la giovinezza sono viste dall'autrice come forze a se stanti, che rivendicano il proprio elusivo ma dirompente potere e una posizione nel mondo che viene spesso negata o ristretta. Temi che fanno apparire Joyce Carol Oates come una scrittrice femminista, nel senso meno banale del termine. Toccherà nel 2000 a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Blonde&lt;/span&gt;, biografia romanzata della diva del cinema per eccellenza, condensare le più profonde riflessioni della narratrice americana sull'identità femminile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3548845482965314501?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3548845482965314501/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3548845482965314501' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3548845482965314501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3548845482965314501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/joyce-carol-oates-storie-americane.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-2936484944552298671</id><published>2007-01-22T13:37:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:38:42.929-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2005'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;DORIS LESSING&lt;br /&gt;La storia del generale Dann, della figlia di Mara, di Griot e del cane delle nevi&lt;br /&gt;Fanucci, pp. 240, € 16&lt;br /&gt;Traduzione di Simona Fefè&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo romanzo Doris Lessing torna a esplorare le collisioni tra ciò che è stato e ciò che è possibile. Da decenni la grande autrice di famiglia inglese ma cresciuta in Rodesia ha affiancato alle storie di impianto realistico una produzione non mimetica e prossima al fantasy. Mentre in una delle sue più belle storie, Il quinto figlio, l’elemento fantastico appariva inaspettatamente in un contesto quotidiano, il principale interesse de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La storia del generale Dann&lt;/span&gt;... sta nella alterità del mondo in cui si svolgono le vicende. Più delle avventure dei protagonisti conta l’ambientazione. Ifrik (l’ex-Africa) è una tabula rasa su cui la Lessing disegna le avventure della nuova umanità, in un futuro imprecisato, mentre si sciolgono i ghiacci della seconda era glaciale. E’ come una nuova preistoria, in cui la comunicazione di massa non è neanche un ricordo, le lingue straniere sono sconosciute quasi a tutti, le scienze scomparse. Il motivo è che non esiste più il sapere trasmesso dai libri, oggetti antichi di cui rimangono pochi esemplari sfuggiti alle acque e la cui scoperta ossessiona il protagonista. Dann è un novello Ulisse, esploratore inquieto, cantastorie, uomo dal fascino particolare, che torna a casa dopo anni di peregrinaggi per dare corpo a una nuova società.&lt;br /&gt;Nel romanzo, appesantito da un ritmo monocorde, si sente la mancanza della parte fondante della storia (il precedente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mara e Dann&lt;/span&gt;, in cui i due protagonisti eponimi erano adolescenti). La Lessing narra attraverso lo sguardo ingenuo dei “futuri” e il chiarissimo messaggio che emerge è che non dobbiamo dare per scontato il valore del sapere a cui siamo giunti dopo millenni di progresso, e in particolare la capacità di accedere alla nostra memoria storica. Lodevole, ma si rimpiangono i complessi personaggi dei suoi romanzi più realistici, specchi limpidi delle contraddizioni della società di oggi e di ieri.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-2936484944552298671?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/2936484944552298671/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=2936484944552298671' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2936484944552298671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2936484944552298671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/doris-lessing-la-storia-del-generale.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3719260677787477139</id><published>2007-01-22T13:36:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:37:37.603-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2005'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;MICHAEL CONNELLY&lt;br /&gt;Utente sconosciuto&lt;br /&gt;Piemme, pp. 367, € 18,90&lt;br /&gt;Traduzione di Gianna Lonza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bizzarro ma sensato percorso di una brillante carriera: Michael Connelly, ormai noto a livello mondiale come autore di thriller best-seller, nasce come giornalista di croncaca nera dopo essere stato folgorato dalla lettura della narrativa di Raymond Chandler. Può sembrare bizzarro, dicevo, ma non lo è: chi conosce la poetica chandleriana, sa che lo scopo del maestro dell’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;hardboiled&lt;/span&gt; era non tanto creare trame ingegnose che dimorassero in un universo meramente di fantasia, quanto riflettere proprio quella realtà sporca e imperfetta che macchiava le pagine dei quotidiani giorno dopo giorno.&lt;br /&gt;Al reporter-scrittore Connelly, in verità, l’ingegno nel costruire storie complesse e un po’ improbabili non manca. Di quest’ultimo romanzo, indipendente dalla celebre serie sul detective Harry Bosch, è protagonista Henry Pierce, giovane scienziato nel campo delle più avveniristiche biotecnologie, che nella casa di cui ha appena preso possesso si ritrova assegnato un numero telefonico collegato, su un sito a luci rosse, a una splendida call girl. Al di là dell’irritazione per le chiamate e i messaggi che continua a ricevere, egli intuisce che qualcosa per la ragazza è andato storto e si fa coinvolgere in una vicenda intricata e più pericolosa del previsto. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Everyday man&lt;/span&gt; coinvolto in una storia più grande di lui, come in un film di Hitchcock,  Pierce è un eroe suo malgrado che esemplifica la poetica del suo creatore, il quale dichiara di avere come obiettivo “...una storia con un cuore, con al centro emozioni umane. È l’unico modo di reggere un’indagine su qualcosa che non vorrei sapere.” E in effetti, per il protagonista si tratta di scoperchiare un vaso di pandora e rivivere traumi passati e recenti, insieme alla scoperta di un mondo sordido di cui, chiuso com’era nel suo laboratorio di microscopica perfezione, non aveva nozione. Una storia dal meccanismo inarrestabile che appassiona il lettore trasportandolo in una realtà in cui l’ideale (gli obiettivi alti e “puri” della scienza) si scontra con la mera materialità (gli interessi finanziari che ruotano intorno al mondo scientifico, le ragazze ridotte a merce).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3719260677787477139?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3719260677787477139/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3719260677787477139' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3719260677787477139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3719260677787477139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/michael-connelly-utente-sconosciuto.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-2454522830940013265</id><published>2007-01-22T13:35:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:36:13.288-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2005'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;VENDELA VIDA&lt;br /&gt;E adesso puoi andare&lt;br /&gt;Mondadori, pp. 218, € 15&lt;br /&gt;Traduzione di Maurizio Bartocci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'esordiente di lusso, Vendela Vida, dal nome esotico ma in realtà una perfetta statunitense, cresciuta tra San Francisco e la Grande Mela. Redattrice presso varie riviste e co-fondatrice della prestigiosa "The Believer", moglie di Dave Eggers e all'attivo un ponderoso saggio sui riti di iniziazione femminile, ha esordito a 31 anni con questo agile romanzo.&lt;br /&gt;Anche al centro di questo libro vi è un rito di passaggio, seppure insolito e del tutto casuale. Nella vita di Ellis, studentessa ventunenne a New York, un giorno di dicembre si insinua il pericolo. Durante una passeggiata nel parco, la ragazza viene avvicinata da un aspirante suicida e minacciata con una pistola. Recita delle poesie per l'uomo, che improvvisamente e senza spiegazione desiste dal gesto e le dice "Adesso puoi andare". Da questo momento la sua vita di tutti i giorni si deve confrontare con il traumatico evento, che diventa di dominio pubblico. L'episodio iniziale, banalizzato, diventa un "caso" e tutti si sentono in dovere di offrire consigli e protezione a Ellis, che nel frattempo si trova a rivedere la propria vita familiare e sentimentale: vari personaggi bizzarri, il padre la cui assenza di quattro anni ha segnato la sua adolescenza, e soprattutto la madre e la sorella con cui riallaccia e approfondisce i rapporti, ricomponendo una ideale triade affettiva.&lt;br /&gt;Ventuno anni di vita ancora aperta a mille possibilità vengono percorsi dall'autrice attraverso le piccole stravaganze di tutti i giorni, le sensazioni, i ricordi in una solo apparente casualità. La narrazione frammentaria è priva di drammaticità, tenera, un po' ripetitiva. Prevalgono annotazioni sulle reazioni psicosomatiche di Ellis, gli odori (quello naturale della madre è di cetriolo, il sentore dell'aglio è legato alla pistola dell'uomo del parco), le osservazioni buffe ("mia madre una volta mi disse che le scarpe sono una cosa di cui i bambini vanno molto fieri"). Uno sguardo acuto o maniera letteraria?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-2454522830940013265?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/2454522830940013265/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=2454522830940013265' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2454522830940013265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2454522830940013265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/vendela-vida-e-adesso-puoi-andare.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-8095522621885905392</id><published>2007-01-22T13:34:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:35:08.452-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2005'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;TIM WINTON&lt;br /&gt;Dirt music&lt;br /&gt;Fazi, pp. 416, € 16,50&lt;br /&gt;Traduzione di Maurizio Bartocci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si trovano magnifiche cose nei romanzi di Tim Winton. C’è un’Australia iperrealista e allucinata che sembra scottare sulla pagina, ardente e viva quanto i personaggi. Winton, scrittore che ha scelto di vivere in una delle zone più isolate della sua terra, all’asetticità della vita moderna non si rassegna, e manda i propri personaggi a cercare un senso del sacro e del bello al di là di qualsiasi apparenza e valore sociale. I suoi sono eroi ruvidi, segnati da eventi terribili, che solo temporaneamente accettano di lasciarsi anestetizzare. Tra Georgie, infermiera in crisi vocazionale, il marito Jim, venerato da un intero paese di pescatori, e il taciturno e misterioso Luther Fox si instaura un triangolo dalle insolite dinamiche, e segreti e  legami antichi non mancheranno di venire alla luce.&lt;br /&gt;La narrazione di Winton prende pieghe inaspettate, affronta temi esistenziali ma senza farlo pesare. E’ un viaggio agli estremi del mondo e di se stessi, in cui la redenzione e la rinascita passano anche attraverso la consumazione di sé sotto il sole, nell’acqua e nel vento, riducendosi a pura essenza. Filo conduttore attraverso l’intero romanzo è la musica, linguaggio primordiale ed espressione dell’ineffabile che Lu Fox riscoprirà mentre va incontro al proprio destino. E’ questa la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dirt music &lt;/span&gt;del titolo, la melodia che risale attraverso le brutture e il fango.&lt;br /&gt;Il romanzo potrebbe essere visto come una storia d’amore senza alcun interesse per il romanticismo convenzionale. Winton è bravissimo a mettere a nudo sentimenti e passioni nella loro crudezza. Maestro di uno stile che riesce a essere naturale ed essenziale e al contempo ricercato, un po’ come i suoi fascinosi personaggi, impressionanti per profondità e complessità. Onore a Fazi e alla sua collana “Le Strade”, sempre più ricca di ottimi nomi della narrativa di lingua inglese e non.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-8095522621885905392?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/8095522621885905392/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=8095522621885905392' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/8095522621885905392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/8095522621885905392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/tim-winton-dirt-music-fazi-pp.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-6424123427421819924</id><published>2007-01-22T13:33:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:34:08.184-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2005'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ANNELIES VERBEKE&lt;br /&gt;Dormi!&lt;br /&gt;Instar, pp. 151, € 13,80&lt;br /&gt;Traduzione di Laura Pignatti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Olandese, classe 1976, Annelies Verbeke esordisce nella letteratura dopo un’esperienza come sceneggiatrice. La sua opera prima, acclamata in patria dove ha vinto un premio come miglior debutto del 2004, è un romanzo breve dal sapore intenso. La storia è quella di Maya e Benoit, una giovane donna e un uomo di mezz’età uniti dal medesimo problema: una perenne, invalidante insonnia che li porta a incontrarsi – è destino?, a capirsi al di là delle differenze, a perdersi e ritrovarsi e a sperimentare un insolito rapporto sentimentale. Forse. Nel frattempo, varie disavventure li porteranno ognuno per suo conto ad affrontare a viso aperto i propri fantasmi, per giungere a un capovolgimento delle rispettive vite.&lt;br /&gt;L’invenzione principale della Verbeke è di scegliere un punto di vista particolare, quello dell’insonne, e di portarne fino in fondo le conseguenze. La vita quasi priva di sonno rappresenta il tormentoso ma prezioso accesso a zone inesplorate della coscienza e del mondo. All’inizio del romanzo, Maya, per noia e per spregio, riscopre la propria parte infantile suonando i campanelli delle case nel cuore della notte. Da qui in poi è un progressivo allontanarsi dalla luce del giorno, e della razionalità. Maya e Benoit verranno a contatto con le persone che vivono ai margini della società, facendo esperienza essi stessi della follia e della marginalità. E’ proprio in queste zone d’ombra che, secondo l’autrice, risiede l’essenza stessa dell’umanità.&lt;br /&gt;Originale senza compiacersene e toccante senza sentimentalismi, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dormi! &lt;/span&gt;è un libro imprevedibile, divertente più che cupo, intriso di una ironia che è una vera e propria filosofia di vita, e di scrittura. L’autrice condivide con i suoi, evidentemente amati, personaggi la freschezza e la libertà di idee e di sentimenti. Una simbiosi che gioverebbe a tanti scrittori giovani (e non).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-6424123427421819924?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/6424123427421819924/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=6424123427421819924' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6424123427421819924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6424123427421819924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/annelies-verbeke-dormi-instar-pp.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-2565336189743382465</id><published>2007-01-22T13:32:00.001-08:00</published><updated>2007-01-22T13:32:54.344-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2005'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;MICHAEL CHABON&lt;br /&gt;Soluzione finale&lt;br /&gt;Rizzoli, pp. 166, €12&lt;br /&gt;Traduzione di Luciana Crepax&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo romanzo ci sono un bambino e un vecchio, ma non c’è scontro generazionale, né un tenero rapporto in stile nonno-nipote o alcuna facile “soluzione finale” tra di loro. Il vecchio vive isolato, tenendosi ben lontano dagli orrori del secondo conflitto mondiale che impazza, è quasi spezzato dal peso dagli anni ma a mantenerlo vivo ha una intelligenza invincibile, quasi sovrumana. Potrebbe essere, intuiamo, il celebre Sherlock Holmes. Linus, il bambino, pur così giovane è già stato invece spezzato: dalla ferocia del nazismo, nella natia Germania. Ha perduto la propria famiglia e la patria, e lo shock gli ha tolto la capacità di parlare. Ha come unico amico un pappagallo che ripete in continuazione una misteriosa sequela di numeri. L’animale verrà rapito: chi è coinvolto, tra i personaggi che popolano la cittadina inglese dove Linus ha trovato ospitalità?&lt;br /&gt;E’ un piccolo giallo, o un tipico romanzo con “pretesto giallo”, quello confezionato da Michael Chabon, che fa incontrare la storia reale con uno dei miti dell’immaginario collettivo, il detective che riesce a prevalere con la propria infallibile logica sul caos del mondo. Ma come appare chiaro all’investigatore da quando la vista di un bambino solitario lo fa uscire dal microcosmo della propria casa e dalla propria aurea indifferenza, “la verità esiste solo nella mente di chi la vuole trovare”.&lt;br /&gt;Al di là della dimensione romanzesca e della sua narrazione volutamente composta ed elegante, da lettura d’altri tempi, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Soluzione finale&lt;/span&gt; accenna a dilemmi che affondano le radici nel profondo della natura umana. E’ un romanzo popolato da personaggi afflitti dall’incapacità di comunicare e che soccombono sotto il peso dei drammi di ogni giorno. Costruito con estrema ingegnosità da un autore che, tuttavia, potrebbe tenere qualche lettore a distanza con un eccesso di consapevolezza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-2565336189743382465?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/2565336189743382465/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=2565336189743382465' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2565336189743382465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2565336189743382465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/michael-chabon-soluzione-finale-rizzoli.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-5602308618862981934</id><published>2007-01-22T13:30:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:31:39.383-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2005'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;GABRIEL GARCIA MARQUEZ&lt;br /&gt;Memoria delle mie puttane tristi&lt;br /&gt;Mondadori, pp. 141, €14&lt;br /&gt;Traduzione di Angelo Morino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra truffa da parte dei colossi dell’editoria? Il formato dell’ultimo libro del premio Nobel colombiano parla da sé: dimensioni all’osso e caratteri enormi per confezionare qualcosa che assomigli a un bell’hardback e non troppo a un libello e venderlo a 14 euro. Risultato: sembra un libro-bonsai.&lt;br /&gt;Il romanzo in sé è la storia di un giornalista senza qualità e senza amore, da sempre dedito al sesso mercenario, che per celebrare il compimento dei novant’anni decide di regalarsi una notte con una vergine. L’incontro non va secondo copione e l’anziano uomo scopre per la prima volta un sentimento d’amore, per la ragazza e insieme per la giovinezza lontana e dimenticata. Inaspettatamente, la sua vita rifiorisce quando dovrebbe iniziarne il declino.&lt;br /&gt;Da Garcia Marquez non ci si può aspettare un libro mal scritto, e infatti a salvare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Memoria&lt;/span&gt; è la maestria dell’autore, che ne fa una lettura abbastanza piacevole, condita dalla discreta autoironia con cui il vecchio narratore racconta la strana condizione di vivere in una società di cui si è ormai l’elemento più anziano. Il romanzo sconta però la mancanza di originalità della storia, non compensata da una forte intensità di sentimenti e sensazioni. Altro non è che una fantasia autoindulgente su una giovane che come personaggio in sé non ha peso: esiste solo la visione di lei attraverso gli occhi dell’uomo, egoisticamente. Non è un caso che l’oggetto del suo desiderio sia visto prevalentemente nei momenti in cui è addormentato e passivo. Si sospetta che la stessa autoindulgenza appartenga al celebrato scrittore, che attraverso la voce narrante dell’anonimo protagonista racconta in prima persona il proprio desiderio di vitalità nel momento in cui è anziano e minato dalla malattia. Nonostante il titolo e un linguaggio esplicito, nel romanzo c’è in realtà poco di provocatorio o scomodo. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-5602308618862981934?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/5602308618862981934/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=5602308618862981934' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5602308618862981934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5602308618862981934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/gabriel-garcia-marquez-memoria-delle.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-4873000526586328431</id><published>2007-01-22T13:29:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:30:27.389-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2005'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;EUDORA WELTY&lt;br /&gt;La figlia dell’ottimista&lt;br /&gt;Fazi, pp. 187, €13,50&lt;br /&gt;Traduzione di Isabella Zani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;America degli anni Cinquanta: da una accogliente cittadina del Mississippi un anziano giudice va a farsi operare agli occhi a New Orleans, dove viene raggiunto dalla figlia Laurel, vedova di guerra, che veglia su di lui insieme alla matrigna Fay, una texana volgare ed egoista. Nonostante il buon esito dell’operazione, la convalescenza dell’uomo sembra protrarsi all’infinito, finché egli non si lascia passivamente morire. Il ritorno della salma al paese natio per il funerale è l’occasione di incontro e scontro tra Laurel, attorniata dalla sua gente, e Fay e la sua rozza famiglia.&lt;br /&gt;Che cosa ha portato il giudice a sposare la quarantenne Fay, così diversa dalla donna che aveva precedentemente amato, la defunta madre di Laurel? Il romanzo è un quieto ma inesorabile dispiegarsi di rivelazioni. A mano a mano che Laurel ripercorre con la memoria il suo passato, emergono i tasselli che ricompongono il quadro di un’intera vita, familiare e individuale, mentre il conflitto tra diverse personalità e modi di vivere esplode in tutta la sua asprezza.&lt;br /&gt;Lo stile della Welty, celebrata narratrice americana, è un naturalismo pacato ma penetrante; ha un formidabile occhio per le scene di vita quotidiana, che si animano davanti agli occhi del lettore. Non si tratta però di una forma di minimalismo distante: mentre Laurel scopre i “segreti” delle persone che ha amato, l’apparente casualità iniziale lascia il posto a uno struggente climax emotivo tutto interiore e a una rivelazione sul senso degli eventi vissuti e della memoria. Unica pecca veniale, qualche metafora – la perdita della vista, l’uccello in trappola – che appesantisce la fluidità della narrazione.&lt;br /&gt;E’ un’opera di grande maturità, in cui l’autrice si rifà a eventi dolorosi della propria biografia, e che le valse un premio Pulitzer. Un’altra valida narratrice tra le nutrite fila di Fazi (da Tim Winton a Colm Tóibín a Hubert Selby Jr).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-4873000526586328431?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/4873000526586328431/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=4873000526586328431' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/4873000526586328431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/4873000526586328431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/eudora-welty-la-figlia-dellottimista.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-7905465270671765100</id><published>2007-01-22T13:28:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:29:32.327-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2004'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;MARTIN MILLAR&lt;br /&gt;Fate a New York&lt;br /&gt;Lain, pp. 268, €12,50&lt;br /&gt;Traduzione di Lucia Olivieri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martin Millar è un eclettico personaggio di culto della scena underground inglese: appassionato di musica rock e del mondo greco, di Jane Austen e di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Buffy l’ammazzavampiri&lt;/span&gt;, autore di narrativa e di fumetti quanto di un originale adattamento teatrale di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Emma&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Nel romanzo che l’ha reso celebre, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Good Fairies of New York&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;setting&lt;/span&gt; urbano che fa da sfondo a tante sue storie si trova a ospitare delle singolari creature, delle fate ribelli giunte dalla natia Scozia e intenzionate a dare vita a un gruppo che suoni il punk in chiave celtica. New York, vista dai loro occhi puri, è un luogo pieno di cose sorprendenti ma anche terribili: non si spiegano perché nessuno aiuti i barboni che continuano a morire per le strade o che cosa spinga la gente a odiarsi se di pelle di colore diverso. Fanno la conoscenza di una graziosa artista malata cronica e di un pessimo violinista dal caratteraccio, insieme a tanti altri stravaganti personaggi dei poveri sobborghi della Grande Mela. Le vite di tutti usciranno cambiate dalla girandola di avventure in cui le fate li trascineranno, fino a un finale da vera favola.&lt;br /&gt;Il romanzo di Millar è ambientato in un mondo di emarginati in perenne lotta con la miseria e la follia ma che affrontano la realtà con vitalità, arricchendola con l’arte e la musica. Un’atmosfera bohémienne congeniale alle fate, le quali portano con sé una totale mancanza di inibizioni, tabù e pregiudizi e la determinazione di riparare ai torti di una società spietata.&lt;br /&gt;E’ un libro intriso di una colorata e allegra anarchia che richiama gli anni Settanta; la favola si sposa a un realismo talvolta abbastanza crudo, ma nel complesso troppo naif e poco incisivo. Pesa soprattutto sul romanzo il sospetto che dietro alla bizzarria non ci sia una vera originalità. Leggero e veloce, perfetto per chi ama la meraviglie arbitrarie del fantasy ma stancante per altri.&lt;br /&gt;Il sito personale dell’autore è www.martinmillar.com .&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-7905465270671765100?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/7905465270671765100/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=7905465270671765100' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7905465270671765100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7905465270671765100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/martin-millar-fate-new-york-lain-pp.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3451998179478082960</id><published>2007-01-22T13:27:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:28:01.189-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2004'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;DAVID SCHICKLER&lt;br /&gt;Baciarsi a Manhattan&lt;br /&gt;Einaudi, pp. 280, €14,00&lt;br /&gt;Traduzione di Giuseppe Strazzeri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualsiasi cosa significhi il termine, la newyorkesità esiste. Celebri libri, film, serial televisivi ne sono impregnati: non può essere descritta, ma il suo luccichio è inconfondibile.&lt;br /&gt;Ne sono pervasi anche i racconti di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Baciarsi a Manhattan&lt;/span&gt;, undici storie unite da tanti fil rouge che si svelano a mano, a mano che la lettura procede. Sono psicopatologie del vivere quotidiano quelle ambientate nelle stanze dell’antico Preemption Building e nei locali alla moda del prestigioso quartiere. Tutti i personaggi di Schickler sono degli eccentrici, portati a fare cose buffe e imprevedibili, ma mai senza una reale e intima motivazione. Anzi, è proprio questa spinta interna che li porta a realizzare la propria identità e che dà a ciascuno dei racconti una profondità che va ben al di là dell’apparente divertissement della trama. Dagli uomini ricchi e carismatici agli oscuri contabili, tutti sono animati dallo stesso idealismo, da un desiderio di mettere a posto le proprie vite, di uscire dalle maglie di un destino troppo spesso sgradevolmente beffardo. E per tutti l’amore e il desiderio appaiono come le uniche linfe vitali possibili. Uomini e donne si alternano nei ruoli di cacciatori o prede in un incalzante girotondo tra locali, appartamenti, aule di università.&lt;br /&gt;L’autore, che con questa raccolta fa il suo debutto, costruisce scene di qualità cinematografica grazie a una scrittura brillante e precisa. Divertentissime, inquietanti e tenere in egual modo, le sue storie prendono in contropiede il lettore, trascinandolo in situazioni da commedia per poi rivelare squarci di inattesa serietà, se non di un mistero spesso smaccatamente fiabesco, altrove quasi metafisico. La sua sublime e distaccata ironia va di pari passo con una curiosità per gli aspetti oscuri e disturbanti dell’animo umano. I suoi personaggi condividono la magica facoltà di capire gli altri dalla luce nei loro occhi, e così fa lui.&lt;br /&gt;Un grande esordio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3451998179478082960?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3451998179478082960/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3451998179478082960' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3451998179478082960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3451998179478082960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/david-schickler-baciarsi-manhattan.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-2609974107809287058</id><published>2007-01-22T13:25:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:26:49.543-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2004'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;COLM TOIBIN&lt;br /&gt;The Master&lt;br /&gt;Fazi, pp. 366, €15,00&lt;br /&gt;Traduzione di Maurizio Bartocci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stanze in cui chiudersi, finestre da cui osservare il mondo, giochi di sguardi e silenzi più importanti della parola. Addentrarsi nella narrativa di Henry James è come affrontare un labirinto: un’esperienza esasperante e appagante allo stesso tempo. L’impressione è che a James nulla potesse sfuggire: attento osservatore ma soprattutto persona portata al vero ascolto del prossimo, egli seppe cogliere sia gli aspetti esteriori, le maschere sociali, i rituali della ben orchestrata società di cui fu un protagonista, sia vedere al di là di tutto questo per cogliere i minimi movimenti dell’animo umano e le sue contraddizioni in un’opera dalla capacità analitica raramente uguagliata.&lt;br /&gt;Ma questo speciale potere dello scrittore, la sua onniscienza, la capacità di empatia con gli altri esseri umani sulla carta si tradusse in una abilità a vivere? L’irlandese Colm Tóibín, basandosi su un’ampia documentazione, romanza cinque anni della vita del celebre scrittore mostrandone gli aspetti più intimi, le mancanze più dei successi (proprio dal suo più palese fallimento prende le mosse il romanzo). Lontano da ogni cliché sul sacro fuoco degli artisti, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Master&lt;/span&gt; ritrae il James uomo in tutta la sua fragilità: solitario e timoroso di assaporare la vita, costantemente trattenuto dal comunicare appieno i propri sentimenti, tormentato da sensi di colpa verso persone adorate, come l’amica Constance Fenimore Woolson cui l’autore dedica uno dei capitoli più struggenti.&lt;br /&gt;Quello che fa del libro un grande risultato è che Tóibín, il quale eleva il suo stile a quello dello scrittore americano, riesce a entrare in simbiosi totale con il suo soggetto, tanto che l’impressione è di leggere un romanzo dello stesso James. La stessa labirintica introspezione, l’acume, l’ironia Tóibín adopera per catturare la complessità del rapporto, mai totalmente chiaro, tra l’uomo e lo scrittore, e il mistero della genesi dell’arte ma soprattutto del destino che tocca a chi la crea. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-2609974107809287058?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/2609974107809287058/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=2609974107809287058' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2609974107809287058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2609974107809287058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/colm-toibin-master-fazi-pp.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-9190329343632620522</id><published>2007-01-22T13:24:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:25:29.030-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2004'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;LUIS SEPULVEDA&lt;br /&gt;Il mondo alla fine del mondo&lt;br /&gt;Guanda, pp. 127, €13,00&lt;br /&gt;Traduzione di Ilide Carmignani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luis Sepúlveda si rifà alla sua personale esperienza – è stato uno dei più noti corrispondenti della stampa tedesca sulle imprese di Greenpeace – per dare corpo a questo racconto che unisce l’avventura romanzesca all’indagine d’attualità. La vicenda si svolge nel 1988, quando un’agenzia giornalistica legata all’associazione ambientalista riceve un fax che informa di una nave giapponese che ha perso buona parte dell’equipaggio e subìto altri gravi danni. Il protagonista è un giornalista, esule dal Cile come lo stesso autore, che decide di dedicarsi al caso, affidandosi a un vecchio e schivo capitano con il quale tornerà sui mari della sua terra d’origine. Scopre così che l’imbarcazione altro non è una nave baleniera ufficialmente demolita, che può così esercitare impunemente la sua illegale attività.&lt;br /&gt;La scrittura di Sepúlveda è di quelli semplici e dirette che raggiungono grandi fette di pubblico. E’ sinceramente innamorato di ciò che racconta, e questo libro non smentisce questo amore. Egli trasporta il lettore passo per passo nel viaggio del suo indomito reporter: elenca luoghi, traccia itinerari, cita termini locali, narra l’affascinante marginalità di quella che è davvero “la fine della fine del mondo”. Non basta però essere fedeli al proprio materiale, per quanto interessante, per creare un buon racconto. Sepúlveda pensa evidentemente che enunciare il mito voglia dire farlo vivere anche a chi legge, ma non riesce a dargli concretezza e cade spesso nella retorica e nella noia. A perderci è proprio il tema ecologista: sì, ci sono navi che sterminano liberamente animali in via d’estinzione nei modi più barbari, ma non potremmo saperne di più? Paradossalmente, quella che dovrebbe essere un’indagine finisce per non portare alla luce nulla di nuovo.&lt;br /&gt;Una nota sull’edizione: Guanda ripresenta sul mercato un libro uscito appena un anno fa da Tea a un prezzo di €6,50: l’esatta metà di questo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-9190329343632620522?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/9190329343632620522/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=9190329343632620522' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/9190329343632620522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/9190329343632620522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/luis-sepulveda-il-mondo-alla-fine-del.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-3596365430933760051</id><published>2007-01-22T13:23:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:24:32.745-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2004'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;LISA DIERBECK&lt;br /&gt;Una piccola pastiglia gialla&lt;br /&gt;Garzanti, pp. 312, €14,00&lt;br /&gt;Traduzione di Barbara Bagliano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad Alice non piacciono i Pink Floyd e i Led Zeppelin, li trova contorti e cupi. Preferisce la musica melodica di Simon e Garfunkel, limpida come vorrebbe che fosse il suo mondo di undicenne negli anni Settanta. La realtà però non è sotto il suo controllo ed è più simile ai Pink Floyd che a Simon e Garfunkel: la sua famiglia è allo sfascio, la sorellastra e i suoi amici adolescenti inseguono sogni artificiali, mentre il suo stesso corpo sbocciato troppo in fretta la tradisce, conferendole l’aspetto della splendida giovane adulta che non è. Alice conosce presto la solitudine e il senso di smarrimento in un mondo che non le offre appigli, in cui chi le tende una mano lo fa per concupiscenza. Sarà il microcosmo decadente e affascinante di una scuola estiva a donarle un sogno – plasmare la propria personalità attraverso l’arte – e a farle perdere per sempre l’innocenza di bambina.&lt;br /&gt;E’ un bell’esordio quello di Lisa Dierbeck, che del periodo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;peace&amp;love&lt;/span&gt; è stata protagonista davvero e lo racconta senza filtri nostalgici: al posto dell’amore universale non troviamo che infantilità, individualismo, vanità. Ciò che è invece universale è l’esperienza vissuta da Alice, precipitata in un mondo di cui non capisce le regole – il riferimento a Carroll è un po’ facile ma non disturba – e destinata a sperimentare la crudeltà del desiderio e dell’ambizione. Crescerà scoprendo la sorprendente verità che nella vita gli opposti convivono seppure inconciliabili, proprio come lei riesce a essere piccola e allo stesso tempo grande.&lt;br /&gt;La scrittura della Dierbeck è limpida, fresca e cattura brillantemente gli stati d’animo della sua eroina, un’ingenua dotata però di uno sguardo penetrante sul mondo che la circonda. Una lettura appassionante. Accompagnamento perfetto, la visione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Together&lt;/span&gt; di Lukas Moodysson.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-3596365430933760051?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/3596365430933760051/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=3596365430933760051' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3596365430933760051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/3596365430933760051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/lisa-dierbeck-una-piccola-pastiglia.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-5812285177656807060</id><published>2007-01-22T13:21:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:23:02.616-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2004'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;AZAR NAFISI&lt;br /&gt;Leggere Lolita a Teheran&lt;br /&gt;Adelphi, pp. 380, € 18&lt;br /&gt;(Traduzione di Roberto Serrai)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Azar Nafisi ha scritto un libro che un termine inglese definirebbe bene, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;inspirational&lt;/span&gt;. Tra i saggi recenti imperniati sulla letteratura potrebbe essere accostato a “Perché scrivere romanzi?” di Franzen, in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come stare soli&lt;/span&gt;, ugualmente personale, appassionato e stimolante. Dalle memorie di questa insegnante di “letteratura straniera” in Iran, che sono un lucido compendio di più di vent’anni di storia recente del suo paese, emerge un grande concetto: la letteratura è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la&lt;/span&gt; entità perfettamente democratica, e toglierle la voce è come privare di una parte di ossigeno l’intera collettività. Lo vediamo quando l’autrice si ritrova divisa tra le assurde restrizioni della “rivoluzione islamica” e i furori dei controrivoluzionari di sinistra, che non vorrebbero più occuparsi di autori “borghesi” come Shakespeare e Racine: tra due forze, quindi, ugualmente estremiste e pronte ad annullare il dialogo. La letteratura, in questo scenario di fanatismi, rappresenta la libertà: è la “indipendenza di pensiero” che, secondo il citato Henry James, “consente all’artista l’assalto a infiniti modi di essere”, ma è anche la libertà dei lettori di accedere a questi modi di essere e potervisi confrontare. Quello che fa paura al governo khomeinista è proprio questa “infinità” che rende possibile l’ambiguità e il dubbio, questa capacità di pensiero individuale che i regimi totalitari vorrebbero sempre prerogativa di pochi.&lt;br /&gt;E la libertà è la sensazione che ritrovano, insieme al piacere dell’immaginazione e di sentirsi vive, insegnante e studentesse al seminario “proibito” dedicato a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lolita&lt;/span&gt; ricordato nella prima parte.&lt;br /&gt;Sarebbe curioso, in un paese come il nostro in cui i libri sono poco amati, associati allo snobismo culturale e a scaffali polverosi, vedere che effetto fa conoscere una realtà in cui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ragione e sentimento&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Camera con vista&lt;/span&gt; non sono presenze scontate, ma oggetti del desiderio, portatori di un valore che non viene dato, ormai, quasi più a nulla...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-5812285177656807060?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/5812285177656807060/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=5812285177656807060' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5812285177656807060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5812285177656807060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/azar-nafisi-leggere-lolita-teheran.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-8437510607105414550</id><published>2007-01-22T13:20:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:21:21.121-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2004'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;SIDDARTH DHANVANT SHANGHVI&lt;br /&gt;L'ultima canzone&lt;br /&gt;Garzanti, pp. 310, € 14&lt;br /&gt;(traduzione di Alberto Cristofori)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tu e io, Pallavi, siamo sbocciate come un pensiero nella mente dell’universo”.&lt;br /&gt;E’ un narratore brillante il giovane Siddhart Dhanvant Shanghvi: la sua scrittura ricca di immagini, ma sempre precisa e limpida aggancia immediatamente il lettore con promesse che non verranno disattese. Di certi autori di origine indiana attualmente in voga non condivide il taglio realista, ma non ha neanche la propensione alla magia spicciola, al folklorismo superficiale e un po’ stucchevole che caratterizza altri.&lt;br /&gt;La sua &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ultima canzone&lt;/span&gt; – ma il titolo originale specifica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;del crepuscolo&lt;/span&gt; – è una storia ambientata nel delicato momento in cui l’India si scuoteva dal giogo coloniale: il mondo indiano e quello inglese si scontrano restando sempre affascinati l’uno dall’altro. Se questi fatti rimangono però sullo sfondo, raccontati con leggerezza da rotocalco dell’epoca, in primo piano si snodano le vicende private che più stanno a cuore all’autore. Una favola colorata come i tipici sari, venata di erotismo, che si interroga sull’amore, sulle sue profondità e sui suoi vuoti immensi, in cui personaggi liberi nello spirito cercano la bellezza ma devono lottare contro avversità che sembrano scritte nel destino e manifestate attraverso segni e visioni, in un disegno in cui tutto ha una sua collocazione precisa.&lt;br /&gt;Shanghvi prende per sé il ruolo di un cantastorie moderno e lo riveste con sicurezza. Il romanzo stesso è una riflessione sulla narrazione: tutti i personaggi sono narratori, e il più grande male che può capitare loro è proprio non aver più la voglia o la facoltà di parlare o di cantare, raccontando, prima di tutto, la propria storia. Le mura stesse delle case hanno storie che vanno interpretate.&lt;br /&gt;Lo scopo di Siddhart Dhanvant Shanghvi pare essere quello di infuocare le membra e stringere i cuori dei lettori-ascoltatori: se così è, allora ha già in pugno schiere di persone pronti a domandare altre vite, altre storie.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-8437510607105414550?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/8437510607105414550/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=8437510607105414550' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/8437510607105414550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/8437510607105414550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/siddarth-dhanvant-shanghvi-lultima.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-2086150141370453465</id><published>2007-01-22T13:18:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:20:08.563-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2004'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ANGELES MASTRETTA&lt;br /&gt;Il cielo dei leoni&lt;br /&gt;Giunti, pp. 192, €10&lt;br /&gt;(traduzione di Rosa Rita D’Acquarica)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non manca certo la passione in queste pagine di Angeles Mastretta, giornalista e scrittrice messicana forgiata dal femminismo. L’autrice di romanzi come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Strappami la vita&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Donne dagli occhi grandi&lt;/span&gt; si sofferma qui sui ricordi dei suoi cinquant’anni di vita, tratteggiando per ogni breve capitolo un quadro a tinte accese. Personaggi forti della sua famiglia passata e presente, la contemplazione della natura, le passioni amorose e quelle letterarie, le battaglie e l’idealismo sono gli elementi del rapporto seduttivo che la Mastretta intesse con il mondo. Non la spaventa parlare di emozioni, che mette su carta con orgogliosi toni declamatori. L’idea che scaturisce è quella di una tipica solarità latino-americana, intrisa di un calore che accende la passione per la vita e rende meno tetri gli ostacoli (l’autrice accenna anche al rapporto con la malattia che l’accompagna da sempre, l’epilessia).&lt;br /&gt;La semplicità della scrittura, che di sicuro avvince il lettore, è però bilanciata da una monotonia di stile e contenuto che tende a sminuire lo sforzo sincero della scrittrice: come quando fa l’elenco dei piccoli piaceri che arricchiscono le sue giornate, mettendoli così tutti sullo stesso piano e banalizzandoli. E filosofeggiare non è evidentemente il suo mezzo espressivo: c’è una linea sottile che divide l’osservazione personale e acuta dal già sentito. Le riflessioni della Mastretta sulla vera ricchezza, che non deriva da quanto si possiede, e sulla differenza tra l’allegria e la felicità sono scritte con una certa grazia e belle immagini ma difficilmente risulteranno illuminanti.&lt;br /&gt;Dai capitoli meno autobiografici apprendiamo nondimeno cose interessanti: sullo stato della legislazione sull’aborto in Messico o sul culto nazionale per il poeta Jaime Sabines (pur sempre filtrato dalle esperienze dell’autrice). Fa inoltre piacere trovare un appassionato capitolo dedicato a Edith Wharton: ma che delusione, scoprire che la Mastretta si è dimenticata del nome di Lily Bart e attribuisce a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La casa della gioia&lt;/span&gt; la protagonista di un altro romanzo dell’autrice americana..&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-2086150141370453465?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/2086150141370453465/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=2086150141370453465' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2086150141370453465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/2086150141370453465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/angeles-mastretta-il-cielo-dei-leoni.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-7831856955112306152</id><published>2007-01-22T13:16:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:18:13.651-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2004'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;PATRICK McGRATH&lt;br /&gt;Port Mungo&lt;br /&gt;Bompiani, pp. 300, € 16&lt;br /&gt;(traduzione di Alberto Cristofori)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Port Mungo &lt;/span&gt;è la storia di un triangolo. E di un mistero. O meglio, non ci sono misteri, piuttosto segreti e persone che li custodiscono, come ripete la narratrice. Segreti che ella stessa non riuscirà mai a cogliere del tutto, perché il suo ruolo è quello della spettatrice: Gin, questo il suo nome, si insinua come uno spettro tra le vicende altrui, anzi, come la zitella che vive di riflesso la propria vita e cerca di tenersi in una posizione marginale, neutrale. Ma attenzione, bisogna diffidare di chi resta in disparte, e soprattutto da chi è mosso dall’invidia: invidia verso un mondo, descritto con nitida credibilità da McGrath, di artisti impulsivi, rapaci, viziati, il cui principale capriccio è il tormento esistenziale. Un mondo che appare come una gabbia rovente di anime che non trovano pace, ma tuttavia vivo, vitale e affascinante: almeno per chi sta al di fuori, per la narratrice e per tutti noi, che siamo i lettori ipocriti, gli sciacalli dei drammi altrui messi su carta.&lt;br /&gt;Nei rapporti tra Gin e il fratello, ovvero il protagonista, il pittore tropicalista Jack, si infila prepotentemente Freud, così come in quello che unisce attraverso vari inquieti decenni Jack e la sua musa, la femme fatale ubriacona Vera. Le tre punte del triangolo cui si accennava sono appunto Jack, Gin e Vera, ma del posto occupato da quest’ultima non si può parlare diffusamente senza rovinare al lettore il piacere della scoperta delle complesse dinamiche che agitano questo romanzo di McGrath.&lt;br /&gt;Il gotico, dai tempi delle infestazioni walpoliane, si è rivelato sempre più una categoria dell’anima, capace di resistere a mutamenti epocali: qua arriva a insinuarsi persino negli indolenti ambienti caraibici come nella New York dei loft freddi ed eleganti. Quello che non perde è la sua dimensione intima, inesorabilmente cupa, capace di brividi a tradimento. (Una nota di biasimo va ai curatori dell’edizione italiana, piena di vistosi refusi. Addirittura una frase risulta incomprensibile).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-7831856955112306152?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/7831856955112306152/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=7831856955112306152' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7831856955112306152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7831856955112306152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/patrick-mcgrath-port-mungo-bompiani-pp.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-1734789537400534940</id><published>2007-01-22T13:15:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:16:33.668-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2003'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ANNE TYLER&lt;br /&gt;Turista per caso&lt;br /&gt;Corbaccio, 320 pp.&lt;br /&gt;€ 16,50&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moderna, provocatoria, sperimentale. Dubito che alcuna di queste definizioni venga usata per Anne Tyler. Eppure c’è del genio nei romanzi di questa autrice statunitense, che si è costruita una schiera di lettori fedeli grazie a una produzione “popolare” nel senso migliore (e anti-snobistico) del termine. Si veda, per questo genio poco appariscente, nel titolo di questo celebre romanzo, ristampato da Corbaccio. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il turista per caso&lt;/span&gt;, simboleggiato dalla poltrona con le ali, è una felice invenzione, un’immagine paradigmatica consegnata a futura memoria anche da un ispirato film che Lawrence Kasdan trasse dal romanzo nel 1988.&lt;br /&gt;Dove portano queste ali? Ovunque, a patto di restare sempre comodi e di percepire il meno possibile lo spostamento da casa. Macon, il protagonista, scrive guide di viaggio per chi i viaggi li compie per dovere: a differenza degli uomini d’affari suoi lettori, per lui questa è una condizione esistenziale e non materiale. Alla realtà dei giorni e delle persone che muta inesorabile, Macon oppone una elaborata serie di strategie atte a rendere tutto indolore, persino un lutto terribile. Spostare l’attenzione dal centro delle cose al dettaglio inessenziale: un modo per lasciarsi vivere, nell’illusione però di riuscire a dare un ordine alle cose della vita (mentre lo si può dare solo ai barattoli in cucina). Il nuovo sarà rappresentato proprio da una donna che porta con sé cambiamento, disordine e adattabilità. E’ lei a scegliere l’uomo, ma sarà anche l’oggetto della prima, vera scelta compiuta da Macon.&lt;br /&gt;I personaggi di Anne Tyler, da manuale di psicologia (precisissima qui è la descrizione del background familare del protagonista), soffrono dell’umana incapacità di vedersi dal di fuori, di cogliere in sé auto-inganni, contraddizioni, ridicolo. Macon non ne è immune; ma mentre si apre al mondo, apre anche gli occhi, notando come i propri placidi familiari siano “convenzionali eppure strambi”. La Tyler sa bene, e mai manca di sottolineare con ironia, che anche la vita più ordinaria è un susseguirsi di fatti assurdi e paradossali, e in questa visione sta la bellezza non appariscente delle vite che tratteggia, così dolorose, così uniche e sorprendenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-1734789537400534940?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/1734789537400534940/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=1734789537400534940' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/1734789537400534940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/1734789537400534940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/anne-tyler-turista-per-caso-corbaccio.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-7834113347289175201</id><published>2007-01-22T13:13:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:15:00.379-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2003'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Jhumpa Lahiri&lt;br /&gt;L’OMONIMO&lt;br /&gt;Marcos y Marcos, pp. 342, €15,50&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Essere stranieri è una sorta di gravidanza che dura tutta la vita - un’attesa perenne, un fardello costante, una sensazione persistente di anomalia.”&lt;br /&gt;Con L’omonimo, sua seconda opera dopo il Pulitzer 2000 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’interprete dei malanni&lt;/span&gt;, Jhumpa Lahiri torna ai temi che l’hanno resa cara ai lettori dei precedenti racconti. Se allora l’essere trapiantati in terra straniera dei suoi protagonisti era più spesso lo sfondo su cui articolare un discorso su sentimenti diversi, qua è l’interesse principale dell’autrice, che dichiara esplicitamente di raccontare della stessa condizione di “esilio emotivo” vissuta dai propri genitori, bengalesi immigrati negli U.S.A.&lt;br /&gt;Gogol, il giovane protagonista, condivide con la Lahiri l’appartenenza alla “seconda generazione”, quella dei figli di immigrati, che faticano a trovare un punto di contatto con le tradizioni e le nostalgie dei propri congiunti, e che lottano per trovare una identità propria. Nel romanzo il simbolo di questo conflitto interiore è il nome stesso del protagonista, distante da entrambe le culture, indiana e statunitense, fonte di imbarazzo e di incertezza per il giovane, chiamato con il cognome di uno scrittore russo per motivi che per molti anni gli saranno oscuri. Scoprirà che la via per l’identità vuole dire anche reinventare se stessi.&lt;br /&gt;Se Jhumpa Lahiri aveva già dimostrato un profondo talento per le storie intime di relazioni ed incomunicabilità, con una visione lucida e disincantata che sfiorava la crudeltà, qui mostra in più di avere acquisito una matura, dolente dolcezza. Nel respiro più ampio del romanzo l’autrice riesce a seguire Gogol e gli altri personaggi stando al passo delle loro vite quotidiane, ad appassionare  il lettore senza bisogno di scorciatoie, né di una trama artificiosamente complessa. La sua scrittura gode dell’apparente semplicità di chi è perfettamente padrone dei propri mezzi (come già mostrava &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’interprete dei malanni&lt;/span&gt;), mai banale né casuale. Lontana dal folklorismo e dall’anodinità di altri libri (e film) di autori di origine indiana presto “globalizzati”, la voce della Lahiri è una boccata d’aria rinfrescante, lo stimolo dialettico di cui il panorama letterario ha costantemente bisogno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-7834113347289175201?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/7834113347289175201/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=7834113347289175201' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7834113347289175201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7834113347289175201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/jhumpa-lahiri-lomonimo-marcos-y-marcos.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-900488840733572964</id><published>2007-01-22T13:12:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:13:39.766-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2003'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;DAVID GROSSMAN&lt;br /&gt;Col corpo capisco&lt;br /&gt;Mondadori, pp. 301, € 17,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brutta bestia la gelosia. Guardate a cosa spinge un autore apprezzato come David Grossman, scrittore di Gerusalemme che dall’impegno politico è passato a concentrarsi sempre di più sulla sfera delle relazioni intime, come testimonia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che tu sia per me il coltello&lt;/span&gt;. Nel primo racconto dei due di questo nuovo lavoro Shaul è un accademico che da dieci anni vive fantasticando sugli incontri dell’amata moglie con un altro uomo, Paul. Cosa fanno la donna e l’amante, ogni giorno dell’anno da dieci anni? Non ci vuole molta immaginazione (complimenti, comunque). I loro sono rendez-vous dall’erotismo patinato (naturale, sono fantasie maschili), ma anche incontri profondi di due anime i cui silenzi sono più pregnanti delle parole (espressi da puntini di sospensione come piovessero). “Eccomi, sono qui per te, così come sono veramente, sbucciami”, si offre lei. Ma ogni tanto le viene anche voglia di ballare, lo dice a Paul, Paul ride sorpreso (il lettore no). Tra una fantasticheria e l’altra la mente di Shaul si intrattiene anche in digressioni oniriche in cui emerge il lato animale della faccenda, il “soffio bestiale e volgare” del desiderio virile.&lt;br /&gt;Cosa ha capito Shaul? Che “lei ama entrambi ma ... in fondo c'è una differenza tra l'amore per il marito e quello per l'altro uomo”, e perciò soffre anche lei. E che, attenzione, “Shaul era una pasta su cui lei poggiava con forza un bicchiere ricavandone cerchi di Paul”.&lt;br /&gt;La storia procede prevedibile, con la levità di uno schiacciasassi letterario, il ritmo ha una monotonia implacabile, l’erotismo soccombe sotto il peso delle metafore e dell’incombenza di essere Grande Letteratura: mai un momento che non sia lirico, pregnante, gravoso. (Quale lirismo avranno poi “cerotti sul cuore” e lupi affamati che escono dalle nebbie mentali?) In realtà, della carne e del tormento cui si aspira non resta che uno scheletro di parole vuote, senza sostanza.&lt;br /&gt;Il secondo racconto cambia nella vicenda ma non nello stile: “questioni di vita o di morte”, sempre riconosciute nel momento in cui si presentano, l’anima, che addirittura “si inarca”, e il corpo suo tramite. E “vasetti di marmellata d’orgoglio allineati sugli scaffali”...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-900488840733572964?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/900488840733572964/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=900488840733572964' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/900488840733572964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/900488840733572964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/david-grossman-col-corpo-capisco.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-7896849614906085864</id><published>2007-01-22T13:10:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:12:03.308-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2003'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;MARCO BELPOLITI&lt;br /&gt;Doppio zero. Una mappa portatile della contemporaneità&lt;br /&gt;Einaudi, pp. 262, € 10,80.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pattern&lt;/span&gt;, in inglese, è il modello decorativo, la disposizione di colori, linee e forme, lo schema ricorrente, per esempio nella psicologia.&lt;br /&gt;Questo libro particolare e denso, sempre di agile lettura, esplora gli “schemi ricorrenti” del mondo che ci circonda, i modelli, i segni. Se alcuni esistono da sempre, altri, quelli maggiormente scandagliati dall’autore, sono i segni del tempo che stiamo vivendo, gli indizi su cui basare le nostre ipotesi sul futuro che ci aspetta sulla soglia.&lt;br /&gt;Belpoliti è un osservatore curioso, che ha scritto di antropologia, arti, filosofia e scienza, un saggista poco portato all’astrazione, che preferisce piuttosto evocare immagini. Ogni capitolo è come un pattern in cui l’autore accompagna il ns occhio: 43 pattern, suddivisi in varie categorie: Corpi Elementi Segni Interfacce Istantanee Cromie Metropoli Identità, e per finire i profili di importanti menti del nostro tempo come Caillois, Augé, Chatwin. Belpoliti però non si appoggia esclusivamente ai soliti noti: al contrario, va a pescare spunti impensati in libri poco noti. E sono spunti ricchissimi e stimolanti, che aprono percorsi di pensiero  dove pensavamo non ce ne fossero. La sua visione ci restituisce l’immagine di un mondo dalla grande ricchezza multisensoriale: ritmi che scandiscono ogni elemento della natura, tri-dimensionalità che diventano bi-, corpi come tabule rase su cui scrivere ed edifici simili a corpi tatuati, città ridisegnate dal computer, il rapporto tra occhio, luce e colore, nuove idee di identità nazionale, arte del disgusto e merci attraenti negli iper-mercati... E non mancano il villaggio globale, il cyber-spazio gibsoniano, la schiuma del cappuccino e la polvere incubo della massaia.&lt;br /&gt;Un saggio dal pensiero &lt;span style="font-style: italic;"&gt;globale&lt;/span&gt; come si addice ai nostri tempi, con qualche ipotesi che può suonare troppo fantasiosa: ma si sa, la realtà, prima o poi, supera sempre la fantasia e il mondo ultimamente assomiglia sempre più ad un’installazione di arte moderna.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-7896849614906085864?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/7896849614906085864/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=7896849614906085864' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7896849614906085864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/7896849614906085864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/marco-belpoliti-doppio-zero.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-6760985057907073315</id><published>2007-01-22T13:09:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T13:10:30.926-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2003'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ANNE TYLER&lt;br /&gt;L’amore paziente&lt;br /&gt;Guanda, pp. 268, euro 15,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Individui come Jeremy probabilmente ne conoscete: persone che non riescono a vivere serenamente insieme agli altri, al di fuori del proprio piccolo spazio personale, vittime di una sensibilità eccezionale che non riesce a selezionare, che non concede loro l’equilibrio emotivo delle persone genericamente dette “normali”. Persone a cui non possiamo applicare parametri e tempi usuali, con cui non possiamo davvero comunicare, perché ci sarà sempre qualche equivoco a frenare lo slancio necessario. Jeremy, consapevole di sé in un modo che gli altri, naturalmente, non immaginano, si è reso egli stesso conto che “le altre persone sembravano avere un nucleo duro, che davano per scontato... L’avevano per natura. Lui era nato senza”.&lt;br /&gt;I punti di vista che si alternano sono quelli dei personaggi che si muovono intorno a lui, e che con lui entrano in qualche modo in contatto. Una sorella, piena di ridicolo buon senso, lo vorrebbe smuovere dalle quattro mura di casa e vederlo costruirsi una vita normale, una ragazza addirittura cade sotto l’incanto della sua aura da artista, conquistata suo malgrado grazie a una sorta di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;found object art&lt;/span&gt; che riscuote discreto successo presso una galleria. Questo è l’unico e doloroso mezzo di espressione a disposizione di un protagonista che però è anche l’unico personaggio che, non a caso, non ha una voce in prima persona.&lt;br /&gt;Ma soprattutto c’è la giovane Mary, che cerca di amare Jeremy con tutto l’amore paziente del titolo, senza realizzare però la reale portata di questo sforzo. E’ lei l’occasione di solarità, romanticismo, tenerezza che l’uomo attende da una vita senza saperlo, la molla di un impercettibile ma miracoloso cambiamento. Ma le cose, per persone come lui, non potranno mai essere semplici. Non lo sono, in un romanzo a tratti illuminante, a tratti straziante, lucido e partecipe delle complicazioni insite nell’alterità dell’arte così come nelle pieghe del quotidiano, nei suoi mille dettagli.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-6760985057907073315?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/6760985057907073315/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=6760985057907073315' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6760985057907073315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/6760985057907073315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/anne-tyler-lamore-paziente-guanda-pp.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-1056596900640003610</id><published>2007-01-22T10:37:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T10:39:03.584-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2003'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;PENELOPE FITZGERALD&lt;br /&gt;La casa sull’acqua&lt;br /&gt;Sellerio, pagg.189, € 9,00&lt;br /&gt;Traduzione di Masolino d’Amico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è di sicuro grande fascino in un’esistenza vissuta ai limiti della società. C’è chi, ai limiti, sta fisicamente, e non solo in senso figurato. I bizzarri personaggi di Penelope Fitzgerald sono tra questi: le loro dimore sono delle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;house-boats&lt;/span&gt;, barche mai usate per navigare, sempre ancorate ai moli del Battersea Reach londinese. La terraferma è lì accanto, eppure è un altro mondo. Lontana è anche la Swinging London degli anni Sessanta (il romanzo è ambientato in quel periodo), ironicamente evocata in un passaggio. L’ambiente è bohémien, ma è un bohémien dei poveri, lontano dal mito. Lo popola un gruppo di adulti dai conflitti irrisolti e dall’esistenza precaria come le loro amate ma decrepite abitazioni, e due bambine che, per reazione, hanno imparato presto a cavarsela con destrezza da sole.&lt;br /&gt;La Fitzgerald è un’autrice che ha esordito già avanti negli anni con immediato successo, e che, con i suoi libri sempre contenuti nella lunghezza, ha conquistato fama di finissima miniaturista di storie umane. Eppure, se qui di miniatura si tratta, si ha l’impressione che le figura siano troppo piccole e distanti, sembra di non vedere del tutto distintamente ciò che avviene, e appassionarsi è difficile. La traduzione non aiuta, impacciata (o riluttante?) nel rendere quella che nella scrittura dell’autrice doveva essere una naturale colloquialità. Whistler, oggetto dello scherno di una delle bambine in visita alla Tate Gallery, è in realtà più vicino al mondo della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Casa sull’acqua&lt;/span&gt; di quanto non sembri, con l’armonica compostezza dei suoi dipinti marini.&lt;br /&gt;E quando la storia acquista finalmente mordente e intensità, il finale aperto sembra arrivare troppo precocemente, lasciandoci con il desiderio frustrato di poter seguire ancora i personaggi, e nel rimpianto delle potenzialità intraviste di un romanzo gradevole ma non incisivo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-1056596900640003610?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/1056596900640003610/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=1056596900640003610' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/1056596900640003610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/1056596900640003610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/penelope-fitzgerald-la-casa-sullacqua.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-5419773171063498506</id><published>2007-01-22T10:35:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T10:39:53.394-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2003'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ALICE MUNRO&lt;br /&gt;Nemico, amico, amante...&lt;br /&gt;Einaudi, pp. 316, €18,00&lt;br /&gt;Traduzione di Susanna Basso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I racconti di Alice Munro, importante narratrice canadese, hanno la concretezza della terra, e come la terra possono essere asciutti, desolati. Un antisentimentalismo che può sembrare distacco emotivo, ma che in realtà è una cifra stilistica mirata. La Munro partecipa, eccome, ai destini dei propri personaggi: di più, non le interessa altro che la verità su di loro, e per raggiungerla non lascia cadere alcun indizio, alcun dettaglio. Il realismo che colpisce a prima vista il lettore non è che il primo approccio a un’indagine psicologica labirintica quasi quanto quella di James (un autore infatti citato in relazione alla scrittrice canadese). Il ricordo è un elemento ricorrente nei racconti della Munro, uno dei quali, non a caso, si intitola “Quello che si ricorda”: è una storia di rimpianti e di bovarismo, un’odissea tutta mentale, come le tante affrontate dall’autrice, ai quali sono cari i micro-spostamenti dell’animo umano. La collocazione geografica nelle terre canadesi, ancora una volta, trae in inganno: non corrisponde a una cronologia altrettanto precisa. No, i racconti di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nemico&lt;/span&gt;... hanno un’aura atemporale che li fa apparire come una lunga reminiscenza di vite realmente vissute tanto tempo fa, e, insieme, dal valore universale. Le tematiche sono infatti quelle della vita di coppia, della famiglia, dei legami che sbiadiscono, cambiano, si infrangono, come della malattia e della morte. Esperienze che si riflettono in intense vite interiori, invisibili agli altri, ma così forti  da lasciare il segno su una persona per tutta una vita. Epifanie di tutti i giorni, comuni eppure preziosissime, segnate dall’ineluttabile relatività dell’esperienza soggettiva. Le rende ancora più intense la straordinaria originalità narrativa della Munro, che apparentemente conduce il lettore in una direzione per poi rivelarne tutt’altra, mentre la prospettiva della storia si allarga fino ad inquadrare le sfaccettature di una vita intera.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-5419773171063498506?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/5419773171063498506/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=5419773171063498506' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5419773171063498506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/5419773171063498506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/alice-munro-nemico-amico-amante.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4807876766812775879.post-808207212062477099</id><published>2007-01-22T10:29:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T10:40:22.432-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2003'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;MICHAEL ONDAATJE&lt;br /&gt;Il cinema e l’arte del montaggio - Conversazioni con Walter Murch&lt;br /&gt;Bompiani, pp. 284, €16,00&lt;br /&gt;Traduzione di Gianni Pannofino ed Elena Rossi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i libri di cinema, il genere delle “conversazioni” è di sicuro il più illuminante, oltre che il più piacevole. Registi come Hitchcock o Lynch, nelle loro celebri interviste raccolte in volume, hanno aperto uno squarcio su un mondo sconosciuto allo spettatore tipo, introducendolo tanto al sistema concreto e complesso dell’industria quanto al proprio universo personale. Il merito è svelare che dietro all’apporto a un film c’è un’ampia visione del mondo e che la scissione tra i concetti di “arte” e “tecnica” non ha ragion d’essere.&lt;br /&gt;Se questo è scontato per la figura del regista, che dalla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;politique des auteurs&lt;/span&gt; in poi è visto come il vero artefice del film, più interessante è scoprire il contributo prezioso di mestieri che al grande pubblico appaiono nebulosi. Ondaatje, autore de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il paziente inglese&lt;/span&gt;, ha conosciuto sul set del film tratto dal suo romanzo Walter Murch, montatore di immagini e suoni per film come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La conversazione&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Apocalypse Now&lt;/span&gt; . Dai loro dialoghi emergono prospettive inconsuete: l’assonanza tra il lavoro di editing dello scrittore e quello del montatore del film, analogamente essenziali nel dare un senso all’opera, ma, in particolare, l’aspetto più affascinante del lavoro di Murch, ovvero l’utilizzo dei suoni nella narrazione cinematografica.&lt;br /&gt;Non a caso il titolo originale dell’opera è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Conversations&lt;/span&gt;: al pari dell’anti-eroe coppoliano Harry Caul, il poliedrico editor si rivela un “voyeur uditivo”, un conoscitore profondo del portato emotivo del suono, del modo in cui un rumore può agire sull’inconscio, e del suo valore metaforico oltre che concreto nell’economia di una scena filmica.&lt;br /&gt;Murch, oltre al “craft”, possiede appunto una vera e propria visione del mondo, con una lucida prospettiva storica che gli consente di abbracciare con lo sguardo la storia umana attraverso l’arte e di interrogarsi quindi sul significato dell’esperienza cinematografica. Quale sarà il suo destino?&lt;br /&gt;Un’opera di grande ispirazione, ancor più che di informazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4807876766812775879-808207212062477099?l=raffaella-arnaldi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/feeds/808207212062477099/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4807876766812775879&amp;postID=808207212062477099' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/808207212062477099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4807876766812775879/posts/default/808207212062477099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://raffaella-arnaldi.blogspot.com/2007/01/michael-ondaatje-il-cinema-e-larte-del.html' title=''/><author><name>Raffaella Arnaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01226578312496433294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='https://www.regaloswanda.com/imagen/68050813TNB.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
